Alitalia ni, Ilva invece sì. Sembra pensarla così Beniamino Gavio, l’erede di Marcellino fresco di una lunga battaglia (perduta) con Salini per il controllo del costruttore Impregilo. “Ecco, quella dell’Ilva è una sfida che mi sento di affrontare. Per questo sto pensando di associare banche e imprenditori per mettere a punto una cordata che possa rilevare il gruppo”, ha detto a Repubblica l’imprenditore che, tra il resto, figura tra i recalcitranti azionisti della compagnia aerea sull’orlo del precipizio.

“Si deve operare nel pieno rispetto delle più rigide norme di tutela ambientale, ma se questi parametri vengono rispettati, allora non c’è alcun motivo di fermare la produzione”, ha aggiunto evitando accuratamente di fare i nomi dei possibili partner. Proprio in queste settimane il commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, sta ultimando il piano industriale del gruppo siderurgico. “Quello che sta facendo il commissario è un lavoro importante – ha commentato Gavio – mi auguro solo che, alla fine del risanamento, non finisca come accaduto con Parmalat, rilevata dai francesi di Lactalis. Ecco, proprio per questo ritengo che le migliori risorse imprenditoriali italiane e il sistema creditizio debbano unirsi per intervenire e garantire un futuro italiano all’Ilva”.