E alla fine, come sempre, come da tradizione secolare, ci salva questo: siamo italiani brava gente.
Lampedusa, centro di accoglienza (mai come in questo caso le parole sono ingannevoli e false), lo scenario è quello di sempre. Letti di spugna all’aperto, esattamente come nei giorni passati, ma questa volta, per non farli bagnare, visto che sull’isola di notte si scatena un inferno di pioggia, li hanno ricoperti con i sacche neri dell’immondizia. Capanne fatte col cartone e altra spugna.
Una umanità ferita in attesa del nulla.
E Giovanni Caputa, un poliziotto siciliano che gioca con i bambini. Povere anime vittime di guerre, fame, regimi assurdi, che non vogliono perdere la loro innocenza.
Giovanni li fa giocare, li solleva in aria, si improvvisa mago. “Regalare un sorriso non costa nulla, e questi bambini chiedono solo di sorridere”.

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