Intercettazioni e braccialetto elettronico. Per combattere lo stalking. Lo hanno deciso le commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera, nella riunione di questo pomeriggio sul femminicidio. E’ stato infatti approvato un emendamento del Pd all’articolo 2 del decreto del governo, che applica anche allo stalking la disciplina del codice di procedura penale sulle intercettazioni telefoniche. Nell’emendamento è previsto anche che la querela sia irrevocabile nei casi di minacce gravi e reiterate commessi ai danni o in presenza di minori o donne incinte. Il testo del governo prevedeva l’irrevocabilità in tutti i casi di stalking, mentre dopo un lungo dibattito la commissione ha deciso, con un’intesa recepita in un emendamento dei relatori, di permettere la revocabilità nei casi di molestie meno gravi. 

Sulla querela “abbiamo introdotto due principi molto importanti – Donatella Ferranti, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera e relatrice del provvedimento, insieme a Francesco Paolo Sisto del Pdl – La querela può essere revocata solo davanti all’autorità giudiziaria, ma l’irrevocabilità prevista dal testo del governo resta per i fatti più gravi di stalking con minacce gravi e reiterate”. Contro questo emendamento ha votato Sel, mentre il M5S si è astenuto. Sono invece sono stati bocciati gli emendamenti soppressivi, in favore della revocabilità, presentati da M5S, Sel e parte dei deputati Pd, guidati da Michela Marzano. Ma proprio “per tenere in conto le motivazioni di chi voleva sopprimere l’irrevocabilità della querela si è arrivati a un emendamento dei relatori” che media tra le diverse posizioni, spiega Ferranti. Che aggiunge: “Sia lo stalking con lesioni che i maltrattamenti sono reati sentinella. E’ importante una particolare attenzione per evitare che sfocino nel femminicidio”.