Un socio dello studio legale di Giulio Tremonti mette in serio imbarazzo l’ex ministro dell’Economia. L’avvocato Dario Romagnoli è stato intercettato per mesi dalla Squadra Mobile di Roma, diretta da Renato Cortese, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma che ha portato all’arresto di 51 appartenenti alla mala che domina su Ostia. Romagnoli era in contatto con Mauro Balini, il ricco presidente del Porto turistico di Ostia che, pur non essendo indagato, secondo i pm “ha molto da nascondere attese le sue interessenze inquietanti con ambienti malavitosi”. Balini è legato a Cleto di Maria, “noto pregiudicato con precedenti per traffico di stupefacenti” e mantiene la famiglia del detenuto Roberto Giordani, soprannominato “Cappottone”, ma ha frequentazioni trasversali. Per ottenere un documento che gli interessava per il suo porto, secondo gli investigatori, si affida al Generale della Guardia di finanza Emilio Spaziante, fino a poche settimane fa comandante in seconda delle Fiamme Gialle. La squadra mobile ritiene “quanto meno verosimile che Mauro Balini, Emilio Spaziante e Dario Romagnoli siano accomunati da uno spirito collaborativo di natura illecita finalizzato a soddisfare un comune interesse economico relativo a un imprecisato progetto finanziario”. Tanto imprecisato però che i pm non hanno iscritto come indagato nessuno di loro. Dopo avere intercettato le conversazioni con Tremonti la Polizia ha riportato nell’informativa al pm Ilaria Calò un articolo sulla vicenda Unipol-FonSai. Per capire il legame bisogna ascoltare la telefonata del 12 dicembre del 2012. Romagnoli racconta a Tremonti di un incontro a tre che si è tenuto il giorno prima nella sede Unipol di Bologna tra lui, il comandante in seconda di allora della Guardia di Finanza Emilio Spaziante e una terza persona misteriosa, con un accento del nord, che si trovava negli uffici della holding di Unipol a Bologna.

Tremonti, che conosce bene anche Spaziante, chiede a Romagnoli “come è andata ieri poi?”. Romagnoli risponde: “Mi hanno raccontato un po’… loro dicono che c’è proprio una lotta intestina interna a Consob dove c’è (…) quello che passa le notizie ai giornali, che poi dice sarebbe quello che vuole fare fuori Vegas”. Il presidente della Consob, considerato vicino a Tremonti, era nel mirino della stampa. Su Repubblica, Giovanni Pons scriveva quel giorno: “un errore di contabilizzazione nel bilancio 2011 di Unipol compreso tra 200 e 300 milioni. È questo ciò che la Consob si sta apprestando a contestare alla compagnia guidata da Carlo Cimbri” ma poi aggiungeva che la contestazione non era merito dell’amico di Tremonti: “Vegas preferì tergiversare”.

Nella conversazione intercettata Romagnoli parla con Tremonti di Marcello Minenna, il capo ufficio analisi quantitative della Consob. Lo studio di Tremonti e Romagnoli è un consulente fidato di Unipol che sta realizzando in quei giorni il contestato matrimonio con la FonSai dei Ligresti. In questo quadro si inserisce l’incontro bolognese e la conversazione intercettata.

Romagnoli: “Quindi sembrerebbe che questo (Minenna, ndr) è stato spostato come incarico. Me l’hanno raccontato…”.
Tremonti: “Ah vediamo. Intanto avvertiamo anche Vegas”.
Romagnoli: “Sarebbe lui che passa le notizie a Pons di Repubblica(…) io gli ho detto se loro, se lui, l’amministratore delegato (Carlo Cimbri? Ndr) riteneva opportuno che magari lei (Giulio Tremonti? Ndr) facesse una telefonata in modo trasparente tipo nel senso, cose ufficiali, trasparente. E dice che potrebbe essere una cosa utile”.
Tremonti: “Sicuramente, certo, ok”.

Il 24 gennaio del 2013 Romagnoli richiama Tremonti e parla di Monte dei Paschi di Siena. Tremonti crede alla storia (secondo i pm falsa) della mazzetta rossa ma è interessato a prendere lavoro da Mps mediante un accordo con lo studio Riolo che lavora già con la banca. Il Fatto due giorni prima aveva pubblicato lo scoop sui falsi in bilancio di Giuseppe Mussari per coprire le perdite sui derivati.

Giulio Tremonti: “Hai visto che casino Monte dei Paschi, ormai è un affare di stato (…) ma lì gli han fregato un miliardo e mezzo di tangente”.
Romagnoli: “Sì infatti secondo me i derivati son cagate”.
Tremonti: “Sì infatti quelli sono una stupidata. Lì comunque chi è estremamente dentro e ha tra l’altro la fiducia della procura di Siena è Riolo (Studio associato Riolo, Calderaro e Crisostomo Ndr) te lo ricordi? (…) loro son venuti da me come guru… però sono molto amici di Rizzo (Antonio Rizzo, ex broker della Dresdner Bank, testimone contro la cosiddetta banda del 5 per cento, ndr) e loro hanno in mano tutto per cui sarebbe anche il caso di avvicinarli per il fiscale. Ti pare? (…) Perché tengono per le palle tutti (risata)”.
Romagnoli: “Assolutamente, da una parte secondo me va spinta perché è veramente uno scandalo perché poi … che D’Alema e questi del Pd dicono che non c’entrano un cazzo? Che era Mussa.. una roba folle”.
Tremonti: “Una tangente da un miliardo e mezzo e loro non c’entrano? No? (…) L’ideale sarebbe dalla parte di Riolo (…) infatti il discorso di studi dovremmo provare a ipotizzarlo anche con loro, (…) loro sono molto bancari, se riuscissimo a ragionare con loro potrebbe essere molto interessante”.

Romagnoli con Il Fatto precisa: “Sono da anni consulente di Unipol. L’incontro di Bologna con il generale Spaziante non c’entra nulla con il porto di Ostia”. E il terzo uomo è forse l’amministratore di Unipol Carlo Cimbri? “No. E poi Cimbri non è del nord, ma mi sembra sia sardo”.

da Il Fatto Quotidiano del 20 settembre 2013