Passata la sbornia, il titolo Telecom Italia torna alla realtà e sprofonda in Borsa dove è arrivato a perdere fino al 5% incassando uno stop per eccesso di ribasso per poi chiudere in calo del 4,67% a 0,57 euro. Intensi gli scambi: sono passati di mano oltre 275 milioni di pezzi contro i 162 milioni di media in un’intera seduta dell’ultimo mese.

A pesare sul titolo, oltre alla raggiunta consapevolezza del fatto che il riassetto di Telco non avrà impatto sulle tasche degli altri azionisti di Telecom, il timore che avvenga invece il contrario. E cioè che tutti i soci, a partire da quelli che non hanno partecipato al banchetto spagnolo incassando oltre 1 euro per titolo, siano presto chiamati a versare nuovo denaro nel gruppo per ricapitalizzarlo, come ricordato dal presidente Franco Bernabè.

Nel corso dell’audizione al Senato, infatti, il manager ha sottolineato che senza la vendita delle partecipazioni estere o senza un aumento capitale, Telecom rischia un nuovo taglio del merito di credito da parte delle agenzie di rating, direzione “spazzatura”, con relativo aggravio dei costi sugli interessi dell’immane debito del gruppo (29,9 miliardi di euro al 30 giugno 2013).