Una squadra di diplomatici per il governo di Papa Francesco. Dopo Pietro Parolin come segretario di Stato, Bergoglio ha scelto altri due nunzi per i posti chiave della curia romana. Monsignor Beniamino Stella, finora presidente della Pontificia accademica ecclesiastica, la prestigiosa scuola diplomatica che prepara i nunzi apostolici di tutto il mondo, sarà il nuovo prefetto della congregazione per il clero. E monsignor Lorenzo Baldisseri, fino a oggi segretario della congregazione per i vescovi, sarà il nuovo segretario generale del sinodo. Fu proprio al prelato toscano che Bergoglio, subito dopo l’elezione nella Cappella Sistina, regalò il suo zucchetto rosso. “Tu sei un cardinale a metà”, gli disse in quell’occasione il Papa. Un segno eloquente: Baldisseri sarà fra i primi porporati scelti da Francesco.

Una nomina importante quella del nuovo segretario generale del sinodo perché conferma i progetti di riforma di questo organismo già anticipati dal Papa. “Forse è il tempo di mutare la metodologia del sinodo – ha affermato Francesco nell’intervista alla Civiltà Cattolica – perché quella attuale mi sembra statica. Questo potrà anche avere un valore ecumenico, specialmente con i nostri fratelli ortodossi. Da loro si può imparare di più sul senso della collegialità episcopale e sulla tradizione della sinodalità”.

“Ormai le nomine le fa Sodano” è il commento di un anziano prelato sorpreso positivamente dalla scelta di tre nunzi molto stimati dall’ultimo segretario di Stato (per 15 anni) di Giovanni Paolo II. Ma fanno rumore anche i promoveatur ut amoveatur di Bergoglio. A saltare per primo è il “pupillo” di Tarcisio Bertone, il cardinale genovese Mauro Piacenza che lascia la congregazione per il clero, all’età di 69 anni, per sostituire il 75enne porporato portoghese Manuel Monteiro de Castro come penitenziere maggiore (cioè a capo del primo tribunale della curia romana). Piacenza ha iniziato la sua gavetta nel 1990 alla congregazione per il clero. Poi ha percorso tutti i gradi: prima capoufficio, poi sottosegretario, poi segretario e, tre anni fa, prefetto. Nel 2003 è l’allora arcivescovo di Genova Bertone a ordinarlo vescovo su mandato di papa Wojtyla. E sarà sempre il porporato salesiano, divenuto segretario di Stato di Benedetto XVI, a volerlo al vertice della congregazione per il clero e poi, nel 2010, nel collegio cardinalizio.

Puntuale è arrivata la conferma di monsignor Gerhard Ludwig Müller alla guida della congregazione per la dottrina della fede. Dopo la fumata bianca Müller, che sta curando l’opera omnia di Joseph Ratzinger, sembrava destinato a lasciare Roma per la totale diversità di pensiero con Bergoglio sulla teologia della liberazione. Invece i due in questi mesi hanno dialogato in modo proficuo e Müller è riuscito a far ricevere dal Papa Gustavo Gutierrez, fondatore della teologia della liberazione. Francesco ha confermato anche il segretario dell’ex Sant’Uffizio, monsignor Luis Francisco Ladaria Ferrer, e ha nominato come segretario aggiunto monsignor Joseph Augustine Di Noia e come consultore monsignor Giuseppe Sciacca.

Conferma anche per il “Papa rosso” (chiamato così per i suoi ampi poteri), cioè il cardinale Fernando Filoni, prefetto della congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, che rimane al suo posto insieme con il segretario, monsignor Savio Hon Tai-Fai, e il segretario aggiunto, monsignor Protase Rugambwa. Nomina episcopale per monsignor Giampiero Gloder che Bergoglio ha scelto come nuovo presidente della Pontificia accademia ecclesiastica. Francesco, ha inoltre, nominato il sacerdote torinese Mauro Rivella delegato della sezione ordinaria dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.

Una partenza eccellente da Roma è, invece, quella del segretario del sinodo, monsignor Nikola Eterović, che dopo nove anni torna a fare il nunzio. Il Papa per lui ha scelto la sede diplomatica di Berlino che fu del cardinale Eugenio Pacelli, che sarebbe poi diventato Pio XII.

Al termine della settimana prossima, a conclusione della sessione autunnale del consiglio episcopale permanente della Cei che si aprirà lunedì, arriverà anche un’altra nomina molto attesa. Monsignor Mariano Crociata, attuale segretario generale della Cei, sarà il nuovo ordinario militare in Italia. L’ordinariato militare è equiparato ad una diocesi ed un ufficio dello Stato e ha giurisdizione su tutti i militari delle forze armate italiane.Crociata prenderà il posto occupato per sette anni da monsignor Vincenzo Pelvi che ha lasciato l’ordinariato al compimento dei 65 anni come previsto dalla legge italiana denunciando di essere stato vittima di una vera e propria “persecuzione della menzogna“. “Questi anni da ordinario militare – ha scritto Pelvi in una lettera inviata a tutti i cappellani – mi hanno rafforzato nell’amore alla verità, mostrandomi come sono, senza compromessi, finzioni e paura. Ho compreso che tutti desideriamo conoscere la verità, ma quando essa rivela i difetti o le fragilità, allora viene odiata e perseguitata. Ho fatto, così, esperienza di quella che definirei persecuzione della menzogna con accuse false, che mi hanno causato un dolore immenso”.