La Costa Concordia è tornata in assetto verticale 20 mesi dopo il naufragio della nave avvenuto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Da quella sera – quando si inclinò a causa dell’urto contro uno scoglio – la nave da crociera era rimasta adagiata su un fianco all’imboccatura del porto dell’Isola del Giglio. La notte scorsa, poco dopo le 4, l’annuncio che ha fatto esplodere di gioia gli abitanti, ma anche i tanti tecnici che hanno lavorato per circa 20 ore (e nelle settimane precedenti) per arrivare a questo risultato che è il primo – e il più delicato – prima della definitiva rimozione della Concordia, che non avverrà prima della primavera del 2014. Il prossimo passo è metterla in sicurezza, per permettere ai tecnici di entrarvi e iniziare i lavori, anche se la priorità è la ricerca dei due corpi ancora dispersi. “Siamo riusciti a ottenere il risultato migliore possibile”, ha detto il direttore delle operazioni del progetto di rotazione della Costa Concordia Nick Sloane.

“Ci abbiamo messo un po’ di più ma i risultati sono stati migliori”. In conferenza stampa Nick Sloane ha rivendicato la paternità dell’operazione con soddisfazione: “E’ bellissimo potervi dire che la Concordia è in posizione verticale”. Già in prima mattinata il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, responsabile dell’operazione, ha detto di essere “sorpreso” per la precisione del lavoro svolto. “Tutta la parte ingegneristica dell’operazione di recupero della Concordia è orgogliosamente italiana”, ha dichiarato Gabrielli. Però l’operazione si potrà ritenere conclusa solo quando la nave avrà lasciato l’isola, ha detto il numero uno della Protezione civile. “La sua presenza è ancora una condizione di rischio, anche se ci sono interventi per prevederlo ed efficaci condizioni di sicurezza”, ha precisato. Il prossimo step sarà “la stabilizzazione della nave per sopportare quest’inverno nelle condizioni in cui si trova”, il collocamento di cassoni sulla facciata di dritta “e poi il rigalleggiamento“. Costa Crociere si occuperà del ripristino del sito e del monitoraggio dell’ecosistema. L’operazione è già costata più di 600 milioni di euro, ma l’aspetto finanziario è secondario rispetto a quello ambientale, ha sottolineato l’ad della società, Michael Thamm. Per quanto riguarda i timori di inquinamento, Gabrielli ha detto di non aver percepito la presenza di gas sprigionata dalla decomposizione organica, anche a poca distanza dalla nave. Ha anche dato sfogo al suo risentimento nei confronti di chi ha criticato l’operazione “con sicumera” ipotizzando la fuoriuscita di liquidi inquinanti. “Stamane sono stato là, vi assicuro di non aver navigato nei liquami”, ha detto il capo della Protezione civile. Appena la procura avrà dato il permesso di accedere alla nave, in ogni cabina saranno recuperate le casseforti, che verranno numerate per poi essere restituite ai passeggeri. Lo ha detto in conferenza stampa il responsabile del progetto di rimozione della Costa Concordia per la Micoperi, Sergio Girotto

E’ stato Franco Gabrielli ad annunciare che la nave era tornata in verticale. Accanto a lui i responsabili del progetto, Franco Porcellacchia per la Costa e Sergio Girotto per il consorzio Titan-Micoperi. Mentre è scoppiato l’applauso, dopo la comunicazione di Gabrielli, fuori le imbarcazioni di appoggio alle operazioni già suonavano le sirene.“Meglio di così non poteva andare”, ha detto Porcellacchia. E anche sotto l’aspetto ambientale non emergono problemi: “Non credo che sarà una bomba ecologica”, ha spiegato Maria Sargentini, presidente dell’osservatorio. Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha chiamato Gabrielli: “Gli ho detto che tutti coloro che stanno lavorando lì sono un grande orgoglio italiano“.

E per capire com’è stata presa la notizia sull’isola basti raccontare dell’accoglienza da star ricevuta da Nick Sloane, il senior salvage master della Titan Micoperi, che ha diretto le operazioni di rotazione gestendole da una control room galleggiante a pochi metri dal relitto. “Non mi aspettavo questa reazione dalla gente”, ha detto. Alcuni abitanti lo stavano aspettando e lo hanno accolto con abbracci e applausi. Sloan è stato poi inseguito dalle tv e si è fermato a parlare con i giornalisti. “Provo sollievo e sono orgoglioso, così come il mio team – ha aggiunto – e sono un po’ stanco, mi vado a fare una birra e vado a dormire”. “Pochi Paesi al mondo – ha concluso – avrebbero potuto mettere insieme” ciò che serviva per “un’operazione di queste dimensioni”.

Il capo della Protezione civile Gabrielli ha già effettuato un primo sopralluogo intorno al relitto, per verificare, con la luce del giorno, lo stato della fiancata di dritta riemersa dalle acque. “Una grande operazione – ha commentato il sindaco dell’isola del Giglio Sergio Ortelli – ma c’è ancora molto da fare”. “La fiancata di dritta fa impressione. Quando avrete modo di vederla con la luce resterete scioccati come sono rimasto io” ha aggiunto peraltro l’ammiraglio Stefano Tortora, il braccio destro di Gabrielli nel progetto di rimozione della Concordia. Tuttavia dopo un primo sopralluogo lo stesso capo della Protezione Civile ha assicurato che i danni alla fiancata della nave non sono così gravi così come appaiono dalla costa.

Dopo la messa in sicurezza della nave si aprirà la fase conclusiva dell’operazione, quella della demolizione. Ed è subito competizione tra i porti che potrebbero gestire questa tappa. Ha già avanzato la propria candidatura il porto di Napoli e anche un altro scalo campano, quello di Castellammare. «Tra Napoli e Castellammare possiamo effettuare la demolizione con attrezzature già pronte. Nessun porto più vicino al Giglio può farlo», spiega il commissario dell’Autorità portuale, Luciano Dassatti a Il Mattino. In lizza c’è anche lo scalo di Palermo e due porti della Toscana, regione dove è avvenuto il naufragio della Costa: Piombino e Livorno. Mentre le cinque lance della Costa Concordia custodite all’Argentario saranno portate per lo smaltimento in Turchia in una nave portacontainer. Lo riferisce il Tg5 precisando che l’operazione dovrebbe avvenire tra il 23 e il 30 settembre prossimo.