Democrazia. Totale, diretta e partecipativa. E’ la scommessa degli sviluppatori di piattaforme che promettono di essere l’eldorado dell’impegno civico e la cura della disaffezione dei cittadini verso le istituzioni. E liste civiche ed esponenti politici guardano con interesse a queste nuove forme di attivismo digitale

La scommessa è stata raccolta in primis da Beppe Grillo che ne ha fatto uno dei cardini del Movimento 5 stelle, ma che in assenza di uno strumento condiviso rischia di allontanare la base degli attivisti dal gruppo degli eletti. La base infatti chiede da tempo una piattaforma attraverso cui esprimersi. “Ci sono tantissime iniziative stimolate dalla filosofia di Gianroberto Casaleggio – spiega Emanuele Sabetta, sviluppatore di ‘Parlamento elettronico’ – come la nostra o Airesis. Sono tutti progetti di democrazia diretta, entro pochi anni potremo arrivare a una convergenza”. ‘Parlamento elettronico’ si sta sperimentando in tre regioni: Lazio, Lombardia e Sicilia e a ottobre ci sarà una versione beta della piattaforma. Alessandro Rodi, sviluppatore di Airesis, ammette di “non avere contatti con i vertici del M5S. Stiamo facendo un lavoro di divulgazione a partire dalla base del Movimento. Molti stanno migrando dai Meetup alla nostra piattaforma”.

Ecco un elenco dei principali software disponibili in rete, presentati durante il workshop “I codici della democrazia”, organizzato dall’università Statale di Milano dal 13 al 15 settembre.

Liquid Feedback – E’ la piattaforma creata nel 2009 dai “pirati” tedeschi di ‘Interaktive demokratie’. In Italia è usata dal Partito pirata italiano ed è stata utilizzata anche dalla trasmissione televisiva di Michele Santoro ‘Servizio Pubblico’. Per accedervi serve versare una quota di iscrizione e ottenere una certificazione. Il dibattito sul web si articola in due fasi: discussione e votazione. Quest’ultima segue il “metodo Schulze”: chi vota non esprime solo qual è la soluzione/proposta che preferisce, ma assegna un punteggio decrescente anche alle altre proposte. Arrivano al voto solo le proposte che raggiungono un determinato quorum. L’utente viene identificato attraverso un avatar ed è possibile delegare un altro utente a prendere decisioni al posto nostro, per una o più aree tematiche (es. diritti civili, temi politici ecc).

Parlamento elettronico – Sviluppato un anno fa da un gruppo di attivisti 5 Stelle del Lazio, è ancora in fase sperimentale. Ogni utente, dopo essere stato identificato con il codice fiscale, ha diritto a creare una sola proposta a settimana. Tramite la “barra delle fasi” è possibile vedere in quale fase dell’iter legislativo (es. ricerca sostenitori, emendamenti, votazione…) si trova la proposta. Il testo viene esaminato obbligatoriamente dalla commissione legale (per valutarne la costituzionalità) e da quella bilancio (per capire se c’è copertura finanziaria nel bilancio previsionale del Comune/Regione). Si vota attraverso dei codici di sicurezza generati da chiavette (token) simili a quelle delle banche. E’ impossibile delegare un’altra persona per votare.

Airesis – E’ un social network creato da un gruppo di volontari nel 2012, riuniti nell’associazione ‘Tecnologie democratiche’. Gli utenti che formulano proposte sono coperti da un anonimato temporaneo (c’è un avatar con un nome casuale assegnato dal sistema). Il focus è sulla discussione, più che sulla votazione: ciascun utente ha una bacheca personale (come su Facebook) e una bacheca di gruppo. E’ possibile creare eventi e sapere (tramite una ricerca basata sul lessico) se nel sistema sono presenti proposte simili a quella che l’utente vuole formulare.

Open Dcn – Piattaforma web per sviluppare la partecipazione online su temi che riguardano l’e-governance locale, realizzata dalla Fondazione rete civica di Milano in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. Lo strumento base è l’agenda, in cui vengono visualizzate le diverse fasi del processo partecipativo.  L’utente avvia una “discussione informata”, che sarà poi sintetizzata in un documento di sintesi, frutto dei contributi inviati dai partecipanti alla discussione.

At4am for all – Utilizzato da parlamentari e assistenti al Parlamento europeo per scrivere emendamenti, da marzo 2013 è Open source. Il testo originale della legge viene visualizzato sulla sinistra dello schermo, mentre sulla destra viene visualizzato il nuovo testo creato dall’utente.