“Sto in un Movimento che non ama i potenti e si tiene lontano dalle loro stanze dorate. A Cernobbio uno di noi non c’entra nulla”. Francesco Campanella, senatore del gruppo 5 stelle, commenta così la presenza del cofondatore Gianroberto Casaleggio al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Un intervento di un’ora, tra l’élite di uomini di Stato e della finanza mondiale radunati a porte chiuse, per parlare di democrazia diretta. Ma non tutti hanno apprezzato.

Polemico era già stato il senatore Tommaso Currò che era andato a recuperare un articolo polemico sul Forum di un anno fa scritto da Claudio Messora, responsabile del gruppo comunicazione al Senato. Piccoli battibecchi ma che rivelano qualche malumore interno.

Così Gianroberto Casaleggio ha scritto un breve intervento sul sito di Beppe Grillo per garantire trasparenza: “A giorni pubblicherò il mio intervento di Cernobbio sul blog”, scrive l’ideologo del Movimento, “Al Forum di Ambrosetti ho detto che i giornali e le televisioni sono gli strumenti del potere in Italia. A una domanda sul mio ottimismo, ritenuto eccessivo, sulla democrazia diretta, ho risposto che la diffusione dell’informazione grazie a Internet renderà possibile la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica e la diffusione di strumenti di democrazia diretta”. Democrazia in Italia è una parola priva di significato perchè, spiega: “I referendum abrogativi, come quello sul finanziamento pubblico dei partiti, sono ignorati, la legge popolare Parlamento Pulito firmata da 350.000 cittadini non è stata neppure discussa in Parlamento, e lo stesso Parlamento, che dovrebbe essere la massima espressione della volontà popolare, è esautorato dal governo con i decreti legge e formato da nominati dai partiti”.

Un breve passaggio dell’intervento sul blog di Casaleggio cerca anche di spiegare lo scontro con i giornalisti all’inizio del Forum. Secondo quanto riportato infatti, il cofondatore del Movimento avrebbe impedito, almeno in un primo momento, la presenza di giornalisti e fotografi in sala. “La fantasia al potere“, scrive, “sembra esserela parola d’ordine di alcuni giornalisti. Io non ho vietato l’ingresso di fotografi o giornalisti in sala, non ne avevo comunque la facoltà, e non mi sono adirato per i tweet sul mio intervento, che peraltro non ho neppure letto, come riportato da alcuni favolisti”.