Ammette che “Rete4 ha avuto in passato un’informazione molto schierata”, ma oggi grazie “a una nuova leva” la rete è “difficilmente collocabile in un’area politica chiara e riconoscibile”. Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset a margine della presentazione a Milano dei nuovi programmi d’informazione di Rete4 per l’autunno, sembra voglia chiudere – almeno a parole – un capitolo di storia della rete, quando alla guida del Tg4 c’era Emilio Fede, dichiaratamente schierato a favore del Cavaliere. Ma oggi, per Crippa, le cose sono cambiate.

“Non c’è nessuno di dichiarata parte politica”, prosegue e, in merito al trattamento delle vicende che riguardano Berlusconi, è convinto che giornalisti e conduttori sulle reti Mediaset “siano tutte persone che cercheranno di dare le informazioni con la massima trasparenza”. “Spero la racconteremo bene – aggiunge – ma comunque ogni conduttore adotterà il metodo a lui più congeniale senza grandi ingerenze da parte dell’editore. Spero non ci saranno ripercussioni”.

In più, con l’arrivo delle nuove leve al tg, “Rete4 comincia a essere un punto di riferimento per chi vuole sapere cosa sta succedendo in Italia“. “La stagione autunnale – continua il direttore – presenta tre prime serate di informazione, più una serata di grandi documentari. Quindi vuol dire che per quattro volte la settimana si ha un approccio informativo su Rete4“. Crippa inoltre sottolinea come “a questi programmi bisogna aggiungere anche l’appuntamento quotidiano con Paolo Del Debbio [tra i promotori della fondazione di Forza Italia ed ex candidato sconfitto del Polo delle libertà per la regione Toscana, ndr] tutti i giorni con temi che riguardano la politica e la stretta attualità“.

E rispondendo a chi gli chiede se lo scambio di alcuni conduttori tra La7 e Mediaset sia un’operazione col fine di riequilibrare la collocazione politica della rete replica: “Io penso che i giovani di Rete4 stanno cercando di dare la loro impronta alla rete, ma questo al di là del colore politico”. Mediaset, prosegue, ha deciso di aumentare del 79% la programmazione informativa anche se “negli ultimi due anni ha tagliato i costi di diverse centinaia di milioni di euro. Quest’anno – conclude – abbiamo deciso di sviluppare i nostri programmi, malgrado la congiuntura economica e pubblicitaria sia pessima”.