Ideato nel 2009 e giunto quest’anno alla sua quarta edizione, il Festival delle Storie è un appuntamento insolito, suggestivo e itinerante. Per nove giorni, di paese in paese nella provincia di Frosinone, protagonisti sono i racconti, le parole, le narrazioni dei numerosi ospiti della kermesse. Lo scenario è da sempre la Valle di Comino, che si raggiunge da Roma, Napoli, Pescara, in poco più di un’ora e mezza. Nel cuore della penisola, immersa nel parco nazionale d’Abruzzo racchiude comuni di qualche migliaio di abitanti che nei mesi estivi accolgono turisti amanti delle atmosfere medievali e delle passeggiate in montagna.

Per il tema del 2013 gli organizzatori hanno scelto di prendere in prestito le figure dei tarocchi, ispirandosi a “Volta la carta” di De Andrè: ogni giorno una figura, un paese e un argomento diversi. Si comincia venerdì 23 e si andrà avanti fino a sabato 31 agosto. Il giorno d’apertura, ad Alvito, sarà dedicato al “giocatore”: si attendono “calciatori che fanno le rockstar e rockstar che fanno i calciatori”, si racconterà – fra le altre – la storia di Eduard Streltsov, fantasista della nazionale sovietica e del Torpedo Mosca “dagli orrori della prigionia in un campo di concentramento alla gioia per la conquista dello scudetto”, si parlerà con nostalgia della “leggenda delle figurine Panini, quelle da collezionare, scambiare, ricordare”.

Sabato 24, ad Atina, sarà la giornata del “cartografo”, domenica 25 quella del “viandante”, tra Posta Fibreno e Vicalvi. Seguiranno, di giorno in giorno (consultate il programma dettagliato), il “seduttore”, il “veggente”, il “costruttore”, il “fanciullo”, il “prigioniero” e il “tessitore”. L’agenda giornaliera di ognuno dei paesi ospiti è fitta di eventi, con dibattiti e reading (tutti gratuiti), fino all’appuntamento serale “Valle a mangiare”, per ritrovarsi con un buffet in piazza o fra gli stand gastronomici allestiti per le strade.

Interverranno quasi 140 ospiti fra scrittori, attori, giornalisti, intellettuali, voci del cinema e della televisione. Sono previsti anche laboratori: scrittura creativa, fumetto, sviluppo e sceneggiatura di videogame, architettura e integrazione, favole per i bambini. “Può la cultura cambiare il destino di una terra?”, si legge sul sito della manifestazione. E a seguire la convinta risposta: “Molto più di quanto si pensi”. A iniziare partecipando a un festival fatto di racconti affascinanti e di storie da ascoltare dentro un’antica rocca circondata dal verde, non si sbaglia di certo.

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