La ripresa nell’area dell’euro “è a portata di mano, ma questi dati positivi e benvenuti sul pil nel secondo trimestre dell’anno non devono lasciare spazio ad alcun autocompiacimento: tutti noi sappiamo che ci sono ancora notevoli ostacoli da superare”. Il commissario Ue per gli Affari economici, Olli Rehn ha così commentato a caldo i dati Eurostat sul pil della zona euro che nel secondo trimestre dell’anno ha registrato una crescita dello 0,3% dopo il -0,3% del primo trimestre.

Il vicepresidente della Commissione Ue ha auspicato che non “ci saranno premature dichiarazioni di autocompiacimento che possano far pensare che la crisi sia finita. “Tutti noi – ha sottolineato Rehn- sappiamo che ci sono ancora notevoli ostacoli da superare: la crescita è ancora bassa e i timidi segnali di crescita sono ancora fragili”. Poi, ha aggiunto, “le medie nascondono notevoli differenze tra gli Stati membri”. Rehn, quindi, ha invitato i responsabili politici europei ma anche le parti sociali, gli imprenditori, gli accademici e i commentatori, “a cogliere questa opportunità che si trova di fronte a noi: una ripresa sostenuta è ora a portata di mano, ma solo se persevereremo su tutti i fronti nelle riposte alla crisi: mantenere il ritmo delle riforme economiche; riprendere il controllo della nostra montagna di debiti, sia pubblici che privati; costruire i pilastri per una vera e propria politica economica e monetaria dell’Unione Europea, senza scappatoie, dove non possono prosperare i banchieri irresponsabili o i politici miopi”.

Rehn ha auspicato quindi che tutti tengano bene in mente le parole dell’alpinista inglese Edward Whymper (1840-1911) che affermò: “Non fate nulla con fretta, guardate bene ad ogni passo, e fin dal principio pensate quale può essere la fine”. Infatti, ha sottolineato il commissario Ue, “dovremmo guardare con cautela ai prossimi passi di questa ripida salita in modo da potere uscire completamente dalla crisi senza perdere di vista il nostro obiettivo”. L’uscita dalla crisi “è a portata di mano se rimaniamo concentrati sull’obiettivo”.

Combinando i dati del pil nel secondo trimestre e quelli positivi registrati nelle recenti indagini, ha ancora rilevato Rehn, emerge che “l’economia europea sta gradualmente acquistando slancio”. Dati, questi, che “confermano le stime di primavera della Commissione Europea”. Sui mercati azionari, ha poi sottolineato, “si registrano buoni rendimenti” e “i rendimenti obbligazionari dei cosiddetti paesi periferici della zona euro stanno lentamente ma costantemente scendendo, facendo presagire una maggiore stabilità finanziaria in queste economie stressate”. Se saremo in grado di “evitare nuove crisi politiche e dannose turbolenze di mercato”, l’anno prossimo “dovremmo registrare una ripresa più solida”.

Tornando ai dati, l’istituto di statistica comunitario ha ricordato che nel terzo e nel quarto trimestre del 2012 il prodotto interno lordo dell’area della moneta unica era calato rispettivamente dello 0,1% e dello 0,6 per cento. Nel secondo trimestre 2013, poi, anche nell’Ue a 27 e nell’Ue a 28 paesi il pil ha registrato una crescita dello 0,3% rispetto al trimestre precedente. Nel primo trimestre si era contratto dello 0,1 per cento.

Quanto all’andamento dei singoli Paesi membri, quelli in crescita tra aprile e giugno sono Belgio (+0,1% rispetto al trimestre precedente contro lo 0% del primo),  Germania (+0,7% dallo 0% di fine marzo), Francia (+0,5% nel secondo trimestre dal -0,2% del primo), Austria (+0,2% dal precedente +0,1%),  Finlandia (+0,7%  da + 0,2%), Slovacchia (+0,3%  da +0,2% nel primo) ed Estonia (+0,1% da -0,1%). Torna a crescere anche il Portogallo che dopo il -0,4% del primo trimestre del 2013, a fine giugno ha registrato un prodotto interno lordo in positivo dell’1,1 per cento.

Segno meno, invece, per Spagna  (-0,1% da -0,5%), Olanda (-0,2%  da -0,4%) e Cipro (-1,4% da -1,7%). Giù anche l’Italia con una flessione dell 0,2% dal -06% di marzo. Rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, il Pil in Italia ha registrato, nel secondo trimestre del 2013, un calo del 2% dopo -2,3% nel primo trimestre.

L’Eurostat rileva inoltre che, fuori dal Vecchio Continente, nel corso del secondo trimestre 2013 il Pil degli Stati Uniti è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente in cui si era già registrato un aumento dello 0,3 per cento. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, la crescita americana è stata di +1,4%, dato in aumento rispetto a tre mesi prima (+1,3%). In crescita anche il Giappone: +0,6% (ma in frenata rispetto al trimestre precedente, +0,9%).