Ormai ogni anno è sempre la stessa triste storia. L’estate e il vento sardo invogliano i soliti piromani a dare fuoco alle nostre terre e ai nostri paesi.

Ad ogni rogo, però, seguono sempre le stesse ridicole e ripetitive reazioni politiche.

Gli ultimi incendi di ieri hanno colpito l’intera isola e hanno messo in evidenza la solita mancanza di mezzi aerei e la solita mancanza di uomini specializzati. Solo grazie ai tanti volontari che molte volte si riesce a domare i pericolosi roghi estivi.

È sempre più svilente, poi, ascoltare e vedere i soliti politicanti lamentarsi il giorno dopo le annunciate tragedie e i prevedibili disastri. Gli stessi proclami ripetuti negli anni.

La Regione Sardegna, governata da cinque anni da una giunta inesistente, è del tutto assente e arrendevole ad un Governo centrale che ha tagliato mezzi e fondi per la lotta agli incendi. Nessuna prevenzione e nessuna preventiva organizzazione antincendio aerea adeguata.

Il giorno dopo i disastri ambientali è una gara a chi minaccia l’azione più eclatante contro i tagli del Governo. Mai nessuno che faccia qualcosa di reale e concreto il giorno prima. Soldi pubblici buttati e sprecati in cavolate e mai destinati a qualcosa di veramente utile per il paese, l’incolumità pubblica e la tutela ambientale.

Ci si ricorda ora in maniera demagogica che forse era meglio comprare qualche Canadair in più che qualche F35. Molti onorevoli intervenuti in questi giorni dimenticano il monito di Napolitano. Il Presidente disse: su gli F35 non decide il Parlamento. Tanto per far capire chi comanda.

Quindi basta prese in giro con le solite ed inutili dichiarazioni.

Tanto per capire come vanno le cose è utile ricordare il disastro ambientale di qualche mese fa. Incendio che ha bruciato l’area naturale “protetta” di Capo Figari a Golfo Aranci. Protetta però non si sa da chi, considerato che era completamente priva di aree taglia fuoco e di colonnine antincendio. Il giorno dell’incendio tanti proclami e accuse di ritardi negli interventi. Il giorno dopo le foto in posa del solito sindaco egocentrico. Il giorno dopo, andate via le telecamere e i giornali, tutto dimenticato.

Nessuna prevenzione, nessuna organizzazione e nessuna somma pubblica destinata per la tutela antincendio. Per non parlare di una legislazione sempre più garantista e sempre meno seria nel colpire i piromani. Basti ricordare l’ultimo provvedimento del Governo delle larghe intese, noto come svuota carceri. Con detta norma anche i piromani difficilmente andranno in galera.

Ancora una volta ci troviamo a che fare con una politica e una classe dirigente sempre più impegnata a fare finta di governare e mai a compiere il proprio lavoro. Questa volta, però, ci sono in gioco le vite delle persone e aree di notevole interesse ambientale.

La Sardegna non può più permettersi di essere abbandonata e tradita dai suoi governanti. Non è più tollerabile vedere ogni anno i soliti disastri ambientali e le solite carenze. Non è possibile che ogni anno accadano queste cose e che non si riesca a porre fine a queste tragedie.

La Sardegna merita una classe politica seria e più attenta a tutelare uno dei nostri patrimoni più importanti e unici. La Sardegna non può essere tradita.