Dopo il successo ottenuto con lo store online Amazon, Jeff Bezos acquista il Washington Post, sborsando 250 milioni di dollari, l’1% della sua ricchezza personale (Bezos è uno degli uomini più ricchi al mondo con un patrimonio stimato in 28 miliardi di dollari). E diventa il secondo miliardario in meno di una settimana ad acquistare un grande quotidiano americano. Nei giorni scorsi, infatti, John Henry, il proprietario dei Red Sox, ha acquistato il Boston Globe. Due operazioni in pochi giorni che potrebbero cambiare e ridisegnare il panorama dei quotidiani americano, perché si vanno ad aggiungere alle trattative di Tribune per la vendita del Chicago Tribune e del Los Angeles Times e allo scorporo della divisione intrattenimento da quella editoriale di News Corp.

“Il dimostrato genio di Bezos nella tecnologia e nel business, il suo approccio di lungo termine e il suo senso morale lo rendono un buon proprietario per il post’’, afferma Donanld Graham, amministratore delegato della società Washington Post Co, a cui fa capo lo storico quotidiano che vanta 136 anni di storia (fondato nel 1877 e con “in tasca” 47 premi Pulitzer, vende in media 470mila copie al giorno e 838.000 la domenica). Bezos ha mostrato interesse per i media nei mesi scorsi, quando ha investito 5 milioni di dollari in Business Insider. L’acquisto del Washington Post consente a Bezos e Henry di continuare la tradizione dei tycoon che investono nell’industria dell’editoria: Carlos Slim controlla una quota del New York Times e Warren Buffett ha comprato negli ultimi due anni più di 60 quotidiani.

Bezos ha fondato Amazon nel 1994, dopo aver attraversato gli Stati Uniti da New York a Seattle, scrivendo il piano di business durante il tragitto. La sede della società era inizialmente in un garage. Poi lo sviluppo, veloce e inarrestabile, fino a diventare un gigante dell’economia americana. Proprio nelle scorse settimane il presidente Obama ha visitato (ed elogiato) il centro di distribuzione dell’azienda di commercio online. Un’amicizia, quella tra Bezos e Obama, testimoniata anche dai versamenti all’ultima campagna presidenziale del 2012: qui Bezos non ha avuto dubbi versando a Obama 116mila dollari e a Romney appena 25mila. 

In una lettera il nuovo proprietario si rivolge in modo diretto ai dipendenti del Washington Post: “Avrete sentito la notizia e alcuni di voi l’avranno accolta con apprensione. Non guiderò il Washington Post giorno per giorno. Il Post ha già un eccellente team al comando, che sa molto più di me di media e sono grato che abbia accettato di restare. Il dovere del Post resterà quello nei confronti dei lettori”, ma cambiamenti sono necessari perché internet ha cambiato “quasi tutti gli aspetti dell’industria. Non c’è una road map e delineare la strada davanti non sarà facile. Dovremo inventare e questo significa che dovremo sperimentare”.