I servi di Berlusconi, orbati di tanto genio da parte della perfida magistratura, fanno a chi la spara più grossa. Addirittura secondo Bondi, il sindaco comunista passato al servizio di Berlusconi per qualche migliaio di euro in più e noto come pessimo poeta, c’è rischio di guerra civile. Chi la farebbe? Ma loro ovviamente, contro i giudici e chiunque voglia l’attuazione delle loro sentenze.

Queste sono minacce ridicole e patetiche. Diciamolo chiaramente: il vero rischio è che Napolitano grazi Berlusconi ovvero si metta mano all’indipendenza della magistratura per far sopravvivere il governo Letta.

Ci sono due enormi e oscene menzogne alla base dell’esistenza di questo governo. Due enormi e oscene menzogne che i media di regime (la maggioranza in questo semidemocratico Paese) continuano a ripetere fino alla nausea.

La prima di queste menzogne è che questo governo è necessario per far fronte alla crisi, mettendo insieme un formidabile schieramento al di là dei consueti steccati ideologici e politici.

La seconda è che solo “riformando” (leggi smantellando) il sistema costituzionale e liberandoci anche solo dei principi (spesso mai di fatto realizzati veramente) dell’eguaglianza formale e sostanziale, della solidarietà, del diritto al lavoro, dei limiti all’impresa, dell’indipendenza della magistratura, ecc.) il Paese finalmente uscirà dalla crisi.

E’ vero esattamente il contrario.

E’ vero cioè, tanto per cominciare, che solo una chiara scelta politica contro le lobby, le caste, le cricche e i privilegi di ogni tipo potrà consentire all’Italia (ma il discorso è di carattere più generale trattandosi fra l’altro come noto di una crisi globale che ha le sue radici di carattere mondiale nello stratopotere della finanza) di combattere la crisi. E’ necessario cioè a tale fine rilanciare l’occupazione e la spesa pubblica, riqualificando la seconda, estendere e riqualificare i poteri pubblici di direzione e controllo dell’economia, ridurre le disuguaglianze sociali crescenti, combattere la miseria e la povertà anch’esse crescenti. Ve lo immaginate un governo con dentro Berlusconi e i suoi zelanti camerieri che imbocca una direzione di questo genere, per non parlare del Pd, sempre meno distinguibile dal Pdl e che in questo abbraccio con esso tende a perdere definitivamente i pochi connotati che in qualche modo lo contrassegnavano. Nei fatti, questo governo non ha svolto, nei quattro mesi della sua esistenza, alcunché di positivo e si è caratterizzato per stucchevoli discorsi senza senso concreto, rinvii e mezze misure. Oltre che, beninteso, la caparbia volontà di salvaguardare sempre e comunque gli interessi delle cricche interne ed internazionali, vedi Tav, caso Ablyazov, F-35, ecc.

E’ vero anche, e forse ancora di più, che la Costituzione repubblicana che lorsignori vogliono smantellare liquidando anche la procedura di garanzia di cui all’art. 138, contiene principi e norme essenziali per dirigere l’opera necessaria di liquidazione del “capitalismo” dei magliari all’italiana. Ecco perché per primo Berlusconi tuonò contro di essa e oggi la si vuole distruggere.

Qual è quindi il vero scopo del governo Letta? Non certo farci uscire dalla crisi. La crisi anzi è utilizzata come un’occasione d’oro per sfigurare definitivamente questo Paese, imponendo il capitalismo dei magliari, distruggendo ogni possibilità di opposizione, uniformando il sistema politico. Scopo di questo governo è invece la conservazione, a tutti i costi, dei poteri delle classi, cricche, cosche e caste dominanti.

Questo era già evidente prima della Cassazione. Ora si aggiunge la realtà del ricatto esercitato giorno per giorno dai berlusconiani, che renderebbe ancora più infausto il proseguimento di questa infelice esperienza.

Questo governo quindi deve cadere al più presto. Nell’interesse dell’economia, della giustizia e della democrazia. Nell’interesse del Paese.

Si faccia una legge elettorale decente: proporzionale pura o ritorno al Mattarellum. E poi di corsa a votare.