E’ l’ottobre del 2007, a Trento si incontrano, in occasione dell’assemblea di Confindustria, Luca di Montezemolo, allora presidente degli industriali, e Lorenzo Dellai, allora governatore del Trentino e oggi capogruppo di Scelta Civica alla Camera. C’è pure Emma Bonino, allora ministra e oggi ministra.

Prima dell’assemblea, tra Montezemolo e Dellai nasce un siparietto su Letta: “Con Dellai – dice Montezemolo – ho parlottato due minuti di un politico bravo, competenze e intelligente ma a cui manca la grinta, peccato: si tratta di Enrico Letta”.

Enrico Letta è appena uscito sconfitto dalle primarie del Pd. Con l’11 per cento dei voti è arrivato terzo dopo Walter Veltroni, eletto con il 75 per cento dei voti, e dietro anche a Rosy Bindi. Alle primarie letta ha ricevuto il sostegno anche di Dellai, che poi ha abbandonato il Pd, peraltro senza mai essersi iscritto, per avventurarsi in formazioni centriste con scarsa fortuna: dall’Api di Rutelli all’ipotetica formazione di Montezemolo per finire con Monti.

Neanche il popolo del Pd ritiene Letta un leader, anzi, benché abbia lanciato slogan da urlo: «Vorrei fare in modo che il nuovo partito sia costruito un po’ come l’enciclopedia Wikipedia, un po’ come un quadro di Van Gogh. Come accade con Wikipedia, anche nel Pd ognuno delle centinaia di migliaia di partecipanti deve portare il proprio contributo, le proprie competenze, che in certi campi sono di sicuro maggiori delle mie e di quelle dei leader del centrosinistra. E, come i quadri di Van Gogh, il nuovo partito deve avere tinte forti: un giallo che sia giallo, un blu che sia blu». Di vero c’è che il Pd in questi anni si è colorato di tinte sbiadite e ora più che mai.

Dal palco dell’assemblea di Confindustria, in quell’ottobre di sei anni fa, Montezemolo attacca la politica: Paese fermo, bloccato, asfittico, asmatico. Per colpa di una politica incapace, in entrambi gli schieramenti, di riformare lo Stato. Parla di Grillo e delle invettive contro la cattiva politica. “Nel 1972 – ricorda – eravamo i primi d’Europa per attrazione turistica, adesso l’Italia è quinta e rischia di scivolare settima. Abbiamo vissuto di rendita”.

In questi sei anni che cosa è cambiato in Italia? Abbiamo Letta, che non è un leader ed è pure privo di grinta, abbiamo un Pd sempre più sbiancato. E abbiamo l’Italia sempre più malconcia.