A volte, quando ti capita di incontrare un poeta, non lo riconosci subito. Ti limiti a guardare i confini dell’uomo, apprendi la sua storia personale, ascolti gli aneddoti divertenti sulla sua vita sempre appesa a un filo. Ti abitui alla sua presenza discreta, lieve come un soffio di vento tra gli ulivi. Osservi le sue spalle piccole, sapendo che gli dà fastidio un abbraccio troppo stretto.

Passi i pomeriggi della domenica a rosicare leggendo i suoi sfottò calcistici: lui, juventino sempre vincente; tu, romanista che non vincerai mai niente. Ti incazzi da morire quando ti parla di musica, e quando ti dice “che roba è ‘passerotto non andare via’”?. Lo vedi mangiare e bere come un bambino, conscio che qualunque grammo in più sul suo esile corpo lo sconterà il giorno dopo, in dialisi. Lo guardi giocare con i tuoi figli, raccontare le storie della buonanotte a una cagnolina e scopri quella tenerezza che al mondo esterno rimane celata.

Ridi, di un riso senza pensieri, sentendo le sue battute a raffica che non risparmiano nessuno. Neanche tua madre, che fa finta di incazzarsi e invece si innamora ogni giorno. Gli sei grata, perché sai che quelle braccia fragili hanno raccolto una donna ancora più fragile e l’hanno portata all’altare, tra sguardi bambini e lezioni di teatro. Impari ad accettare quei giorni in cui non vuole sentire nessuno e ti risponde a monosillabi quando lo chiami per chiedergli come sta. Scopri le sue pagine, una dopo l’altra, immergendoti nella dolcezza di un tempo che non c’è più ma che lui riesce, come un mago, a far rivivere.

Poi però ti capita, un giorno, di alzare gli occhi e di guardare il mondo intorno a lui. E allora vedi persone che lo amano senza conoscerlo, perché quelle stesse pagine le hanno fatto innamorare. Vedi attori, politici, altri scrittori e persino giornalisti che spendono milioni di parole, belle parole, su di lui e sui suoi libri e sulla sua capacità di far emozionare la gente. E cominci a renderti conto che quell’uomo piccolo e fragile e straordinariamente coraggioso che hai visto camminare per casa in ciabatte (di lana, perché guai ad avere freddo ai piedi) non è stato solo un Padre. È stato un Poeta, come non li fanno più.