E ora le cellule staminali spiegano anche l’evoluzione della specie. Un team di scienziati si è concentrato sull’altra faccia delle cellule bambine: quella ‘archeologica’. E ha fatto luce su un loro ruolo inedito spiegato in uno studio pubblicato da Nature. Sembra infatti che le staminali nel cuore e nel polmone, due organi intimamente legati, possano aggiungere importanti tasselli per la soluzione del rebus sull’evoluzione della specie, perché sarebbero in grado di spiegare l’adattamento degli organismi alla vita sulla Terra.

I biologi sanno che il co-sviluppo dei sistemi cardiovascolare e polmonare è un più recente adattamento evolutivo alla vita fuori dall’acqua, basato sull’accoppiamento della funzione del cuore con la funzione di scambio di gas del polmone. Il polmone è proprio uno degli organi che si sono evoluti più tardi nei mammiferi ed è probabilmente il più importante per la vita terrestre

I ricercatori guidati da Edward E. Morrisey hanno identificato cellule progenitrici comuni a cuore e polmoni che nell’embrione servono a sincronizzare lo sviluppo dell’apparato respiratorio con quello del sistema cardiovascolare, un elemento cruciale per la sopravvivenza sulla terraferma. Queste cellule multipotenti, battezzate come CPP (CardioPulmonary mesoderm Progenitor cells), sono state scoperte nel topo e sono contraddistinte dall’espressione di una molecola segnale chiamata Wnt2. Nell’embrione più primitivo sono localizzate solo “in una regione posta tra il cuore e la parte anteriore del tubo digerente da cui si formeranno i polmoni”, come spiega lo stesso Morrisey. “Ci siamo chiesti se questi progenitori potessero generare sia cuore che polmoni, e i nostri dati – aggiunge – hanno dimostrato che le cellule che esprimono Wnt2 esistono già prima dello sviluppo dei polmoni, e aiutano a coordinare lo sviluppo in parallelo di cuore e polmoni dando vita a linee cellulari di entrambi i tessuti”. I ricercatori intendono ora verificare se queste staminali siano conservate anche nell’età adulta, per capire se giocano un ruolo nella risposta con cui cuore e polmoni reagiscono alle malattie.

Dal sito di Nature