L’idea è semplice: affittare ombrellone e lettini in condivisione con altre persone per suddividere il costo del noleggio. In una Riviera da bollino nero, e non certo per il traffico sulle autostrade, la risposta alla crisi economica la forniscono i bagnini: l’ombrellone in sharing. Una soluzione popolare, “in crescita” secondo i balneari italiani, che sempre più famiglie adottano per non rinunciare alle vacanze, ma per risparmiare qualche euro e magari, spenderlo per allungare il proprio soggiorno al mare. “Qui da noi – racconta Giorgio Morolli, uno dei titolari del Marinagrande, stabilimento che riunisce i bagni 24, 25, 26 e 27 di Viserba di Rimini – sono molte le persone che ci chiedono questo servizio: la possibilità di noleggiare ombrellone e lettini con altri turisti, così da spendere un po’ meno e magari godersi un giorno in più in spiaggia. Non è un servizio che abbiamo messo in listino solo quest’anno, però con la crisi è divenuto molto richiesto”.

Al Marinagrande lo sharing offre più di una possibilità: il bagno, infatti, consente anche di affittare lettini a una piazza e mezzo al costo di 5 euro giornalieri, che possono essere occupati da due persone. “Anche da tre –racconta Morolli – qualche giorno fa tre persone ne hanno noleggiato uno: a turno due vi si distendevano sopra e il terzo si godeva l’ombra. E hanno speso 1,60 euro a testa”. Perché l’estate del 2013, persino nella ‘stella’ di Casadei, la Riviera, meta preferita di vacanzieri da tutta Italia, è all’insegna del low cost. Ha il volto triste dei cartelli ‘affittasi’ appesi alle balaustre degli appartamenti vista mare rimasti sfitti, dei menu risparmio esposti fuori dai ristoranti, dei lettini vuoti e degli ombrelloni che di giorno restano chiusi. Quest’anno, secondo l’assessorato al turismo della Regione Emilia Romagna, il popolo dei vacanzieri diminuirà del 10%: circa 4 milioni di presenze in meno. E allora qualcosa bisogna pur fare, anche per rimediare al maltempo, che in un sol colpo ha cancellato due mesi di profitti per gli stabilimenti emiliano romagnoli: maggio e giugno.

“Noi per esempio offriamo gratuitamente a chi sceglie il nostro stabilimento molti servizi che prima erano a pagamento – spiega Simone Battistoni, giovane titolare del Bagno Milano di Cesenatico – una biblioteca con oltre 600 volumi da prendere in prestito, baby sitter per i bambini, fitness e corsi di zumba mattino e pomeriggio, biciclette elettriche a noleggio, e quando piove mettiamo persino a disposizione una lampada abbronzante, così chi viene in spiaggia può comunque prendere ‘la tintarella’ anche se il tempo è sfavorevole. Bisogna fare così, perché purtroppo non c’è solo un problema di presenze in calo, ma anche di capacità di spesa”.

Con meno soldi procapite da spendere calano i consumi dei vacanzieri, e debbono quindi calare anche i prezzi. “Dai Lidi Ferraresi a Cattolica, la crisi di quest’anno è epocale – spiega Giancarlo Cappelli, vice presidente del Sindacato italiano balneari – solo nel mese di luglio abbiamo subito perdite del 20 – 30%. Ce lo aspettavamo, certo, perché qui non si fa nulla per la crisi e per le aziende, solo controlli e tasse da pagare. Per fortuna in Romagna abbiamo i week end che ci aiutano, così ci siamo attrezzati per offrire servizi adatti a chi soggiorna nel fine settimana”.

Come promozioni che consentono di affittare ombrellone e lettino a ore, o addirittura solo durante la pausa pranzo, per attirare anche i turisti più frettolosi, hotel 4 stelle che offrono camere a 50 euro a notte, pacchetti ‘spiaggia più colazione’, il cosiddetto Bbc, cioè ‘brandina, brioche e cappuccino’, rimborsi erogati in caso di pioggia, così che il cliente possa eventualmente servirsi presso lo stabilimento il giorno successivo, “sperando nel sole”. “Le iniziative sono molteplici – continua Cappelli – e aiutano le aziende in crisi a sopperire almeno in parte al calo delle presenze. Ovviamente, oltre a questo c’è stato un sensibile calo dei prezzi: il 20% circa rispetto all’anno scorso. Ma ci sono bagni che hanno diminuito i costi anche in misura maggiore”.

“Noi non abbiamo voluto abbassare i prezzi, ci sarebbe sembrato di svendere il nostro lavoro – racconta Battistoni – tuttavia ci siamo concentrati sul rendere il più piacevole possibile il soggiorno nel nostro stabilimento. Sempre gratuitamente, per esempio, offriamo giri in pedalò ai clienti, una delle attrattive delle spiagge romagnole, e regaliamo accessi all’area benessere, perché sappiamo quanto momenti di relax siano graditi a chi si reca in vacanza. Purtroppo non è facile, ma stiamo resistendo”.

“Nonostante la crisi i turisti si trovano bene con noi, ritornano, è questa è la migliore speranza per superare un momento così economicamente difficile – spiega Morolli – ce la mettiamo tutta, e con soddisfazione posso dire che in spiaggia il clima è sereno. Io ho ereditato questo stabilimento da mio padre, che l’ha avuto da mio nonno, e non so se riuscirò a lasciarlo ai miei figli. A volte mi verrebbe da chiudere, ma poi mi guardo intorno, guardo i nostri clienti e mi dico di tenere duro. Mi dico che forse non è ancora arrivato il momento di mollare”.