L’unico modo per uscire dalla crisi è cooperare.
Ma la sinistra non lo sa.

Dobbiamo rilanciare il movimento cooperativo.
Questo è l’imperativo assoluto per il movimento progressista.
La cooperazione è l’unico strumento in mano ai lavoratori per costruire da subito un argine contro la disoccupazione, la miseria, il caro casa, la crisi dei servizi pubblici.
La cooperazione non solo rende più ricche le famiglie ma migliora contemporaneamente la qualità della vita. È gratificante lavorare per sé e non per un padrone. È gradevole dal punto di vista delle relazioni far parte di una comunità che condivide intenti, desideri e risorse.
Cooperare dà dignità alle persone perché esse sentono di avere il potere di migliorare la propria vita senza dover obbedire ad altri.
E come ha dimostrato Andreotti il potere allunga la vita.

Ma la sinistra italiana è oggi scarsamente interessata ai vantaggi della cooperazione. I sindacati metalmeccanici sono duramente impegnati in una vertenza che ha lo scopo di ottenere un aumento salariale di meno di 200 euro all’anno. Non stanno invece investendo energie nell’organizzare una convenzione assicurativa che permetta ai lavoratori di risparmiare 400 euro all’anno sull’assicurazione auto.
Il sindacato non vuol capire che per i lavoratori, verrebbero molti più vantaggi dalla consociazione degli acquisti che dalle vertenze salariali.
Non c’è logica.
Il grande gruppo d’acquisto Bilanci di Giustizia, nato a Padova negli anni ’90, ha dimostrato, che una famiglia di operai risparmia più di uno stipendio all’anno consociando i consumi alimentari e domestici e praticando sistemi di baratto.
Ma ci vuol poco a pensare che il risparmio sarebbe ben più consistente se fosse esteso ai servizi bancari, assicurativi, telefonici e a tutta la gamma dei consumi.
E non c’è nessuna vertenza sindacale che possa dare una casa a milioni di giovani che alle condizioni attuali non se la possono permettere. E ci sono centinaia di famiglie che l’hanno capito e si stanno costruendo la casa in cooperativa.
Solo a Perugia, che grazie al sindaco Boccali è oggi all’avanguardia nell’autocostruzione, sono stati già costruiti 97 appartamenti.

La cooperazione sta già oggi dando risultati straordinari in tutti i settori: operai che occupano le fabbriche e le autogestiscono, gruppi di acquisto, banche del tempo, sistemi di baratto via web come www.reoose.it , ecovillaggi, cohousing, auto condivise, asili nido autogestiti, gruppi di autoaiuto.
Oggi la cooperazione lavorativa muove l’8% del Pil, ed è il settore produttivo che meno risente della crisi, sta addirittura assumendo!
Ed è evidente che senza l’apporto essenziale del movimento cooperativo la crisi attuale sarebbe ben più disastrosa, ci sarebbero più italiani ridotti alla fame e i saccheggi dei centri commerciali.  

Nonostante questi fatti evidenti, anche i media solo raramente si occupano di questo tema (tra le rare eccezioni Gad Lerner).
Nonostante questo disinteresse, il movimento cooperativo sta iniziando a far capolino nella Politica con la P maiuscola.
A Messina, Renato Accoranti, un perfetto sconosciuto, ha sbaragliato il candidato del Pd. Dietro a questa vittoria c’è un gruppo di cooperative sociali e associazioni che sta facendo un lavoro veramente innovativo. Ad esempio, nel 2007 hanno capito che il finanziamento del fotovoltaico offriva una possibilità straordinaria. Si sono fatti affidare parecchi tetti da amministrazioni pubbliche ed enti vari e hanno costruito un sistema di impianti fotovoltaici che oggi fa incassare soldi per le attività solidali.
Cosa sarebbe successo se le migliaia di cooperative italiane avessero fatto lo stesso?
Le potenzialità del movimento cooperativo sono immense.

Con questo articolo vorrei aprire il dibattito.
Ma contemporaneamente vorrei darmi da fare: stiamo realizzando il censimento di tutte le associazioni, cooperative, gruppi solidali che sono interessati a mettersi in rete.
Con Alcatraz e Il Nuovo Comitato Nobel per i Disabili Onlus vogliamo quindi offrire servizi a questo movimento, offrire strumenti di connessione, e di formazione.
Vogliamo metterci al servizio di questo movimento contribuendo con le nostre professionalità.
E cerchiamo volontari disposti a collaborare.
Porteremo avanti questo lavoro parallelamente all’aiuto diretto alle persone in difficoltà, ma siamo convinti della necessità di approntare piani d’azione che vadano al di là del primo soccorso, progettando appunto un contributo allo sviluppo della cooperazione.

Ti interessa? Collegati domenica 14 luglio alle ore 21,30 con  http://www.alcatraz.it e partecipa alla videoconferenza-chat-skype. Oppure scrivi a  gabriella@comitatonobeldisabili.it

Su questo argomento vedi anche:
Abbiamo già preso il potere in Italia ma non se ne è accorto nessuno.

Il mondo è cambiato (avevano ragione i Maya)
Un articolo dedicato ai superspecialisti del web appassionati di previsioni sulla rete del futuro.

P.s. Ringrazio Gad Lerner per avermi segnalato il libro di Luigino Bruni Le prime radici (ed. Il Margine) che mostra in modo documentato come il movimento cooperativo, fin dai primordi medioevali, sia la base ideale e materiale che rese possibili le grandi conquiste sociali. E dimostra pure che solo attraverso un cambio di parametro in senso cooperativo si possa superare il crollo dell’attuale sistema produttivo ed etico.