Per scoprire le tradizioni e la cultura di un popolo, cosa c’è di meglio che cominciare dalla tavola? Approfittando delle innumerevoli sagre, feste patronali e delle belle giornate d’estate, gli itinerari gastronomici diventano occasione per andare alla scoperta del patrimonio culturale di un particolare territorio. E così ci ritroviamo nel basso Lazio in Ciociaria, che si estende per tutta la provincia di Frosinone, a sud est di Roma. Tra la valle del Sacco, i monti Ernici e Ausoni e parte dei Lepini – in un paesaggio naturalistico ricco e variegato – sono più di 90 i borghi che ancora conservano intatto il fascino medioevale, avvalendosi di un prezioso patrimonio culturale e di un artigianato locale custodito gelosamente.

Idee, consigli e proposte per immergersi nel cuore del Lazio e farsi entusiasmare dal senso di ospitalità tipico di questo territorio, non sono certo un problema. Fortemente intrisa di spiritualità, la Ciociaria è anche terra di monasteri e abbazie millenarie, magistralmente conservate e con comunità religiose ancora molto attive al loro interno. Parliamo di Monteccassino, Casamari e Trisulti, vere e proprie oasi di pace dove sono custodite opere d’arte uniche al mondo come l’angelo di Giotto, unica opera in mosaico del grande artista, o la preziosa “Natività” di Botticelli.

Proprio dall’Abbazia di Casamari, nel comune di Veroli in provincia di Frosinone, parte il nostro itinerario spirituale, culturale e gastronomico. Esempio di architettura gotica cistercense tra i più belli d’Italia, l’Abbazia è sede di varie attività che vedono impegnati i monaci nella gestione della ricchissima biblioteca, del museo archeologico d’epoca romana, della farmacia e dell’annessa liquoreria dove a turisti e pellegrini viene venduto il Rosolio, amabile e delicato distillato di erbe realizzato dagli stessi monaci. La storia millenaria di Casamari, fondata sulle rovine di un tempio di Marte, prosegue nella vicina Veroli, meta di devozione religiosa per la preziosa Scala Santa di Santa Maria di Salomè. Costruita tra il 1715 e il 1740 dal vescovo di Veroli, Lorenzo Tartagni, per privilegio pontificio dispensato da Papa Benedetto XIV, la Scala Santa è fonte di indulgenza plenaria se la si percorre in ginocchio. E’ la terza in ordine di importanza dopo quella di Gerusalemme e di Roma.

Il consiglio è di dedicare almeno una giornata per visitare questa città ernica che ebbe nel passato notevole importanza e che continua oggi a rivestire il luogo attrattivo più visitato della Ciociaria. Tra i vicoli della città scorgerete tanti forni: a Veroli la preparazione del pane è un rito antico che è valso il riconoscimento del marchio Igp. Rinomato in tutto il Lazio, il pane di Veroli si accompagna alla tradizione delle ciambelle ritorte all’anice e delle crespelle, gustose frittelle di pane fritto. Se siete amanti dei sapori forti e decisi, non perdetevi la sagra del Garofolato nel mese di agosto, specialità verulana che vi farà apprezzare la genuinità della cucina ciociara. Si tratta di un secondo piatto di carne di pecora speziata ai chiodi di garofano: tra marinatura e cottura, la carne diventa molto morbida e gustosa e l’ottimo sugo è ideale per condire la pasta fatta in casa. Non resta che scegliere un weekend, a questo punto.

di Emanuela Mei

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