Edward Snowden è bloccato all’aeroporto di Mosca. Una fonte dell’entourage della talpa del Datagate è ancora fermo nella zona transito della stazione di Sheremetevo perché non può comprare un nuovo biglietto dopo che gli Usa, che lo accusano di spionaggio, gli hanno annullato il passaporto

Se la sua destinazione ultima fosse Cuba, l’uomo rimarrebbe “intrappolato” nel terminal almeno per un altro giorno, il quarto consecutivo. Questo perché il prossimo aereo per l’Avana è previsto per giovedì, mentre il successivo è sabato.  

Intanto è ancora incerta la destinazione del giovane in caso riuscisse a lasciare il Paese. Il presidente venezuelano Maduro ha fatto sapere che Snowden non ha fatto nessuna richiesta di asilo politico, ma che in caso la sua domanda “verrebbe presa in debita considerazione”.  Intanto, il presidente dell’Ecuador,  Ricardo Patino, ha rivelato che per concedere lo status di rifugiato politico alla gola profonda del Datagate potrebbero “volerci mesi”. “Per decidere sul caso Assange abbiamo impiegato due mesi, pertanto non aspettatevi una decisione in un tempo più breve”, ha detto Patino parlando con i giornalisti a Kuala Lumpur, dove si trova in visita.

Resta incerto se nel frattempo il paese sudamericano sia diposto ad offrire protezione a Snowden. “Una risposta al riguardo verrà presa se l’ex esperto informatico si recherà in un’ambasciata ecuadoriana“. I merito alla possibilità che l’Ecuador possa offrire asilo politico a Snowden, il presidente ha fatto sapere che la Cancelleria di Quito è stata contattata dagli Stati Uniti.

La talpa rimane poi senza avvocato, dopo che il giudice spagnolo Baltasar Garzon ha comunicato che non lo difenderà. Ad annunciarlo un comunicato: “Lo studio legale Ilocad ha deciso di non assumere la difesa degli interessi del signor Snowden”, si legge nel testo diffuso alla stampa e firmato dallo stesso Garzon in data 25 giugno. “L’ex giudice dell’Audiencia Nacional spagnola difende invece Julian Assange da quasi un anno e – si legge nel comunicato – continuerà a farlo a tutela dei diritti fondamentali e della libertà di informazione e espressione”.