Edward Snowden, la talpa del Datagate, ha lasciato Hong Kong ed è atterrato a Mosca. E ora, secondo Wikileaks, “è diretto in Ecuador attraverso una via sicura per chiedere asilo”, scortato da diplomatici e consulenti legali del sito di Julian Assange. Il governo dell’Ecuador – come riferisce su twitter il ministro degli Esteri di Quito, capitale del Paese – ha ricevuto la richiesta di asilo del “fuggitivo”. Mentre l’ambasciatore dell’Ecuador in Russia, Patricio Zavala, è entrato nell’hotel dell’aeroporto di Mosca per incontrarlo insieme a Sarah Harrison, esperta legale di Wikileaks.

Il ministro degli Esteri dell’Ecuador, Ricardo Patino, terrà domani ad Hanoi, in Vietnam, una conferenza stampa sul caso dell’ex agente della Cia. Gli Stati Uniti, intanto, non cambiano l’approccio severo nei confronti di Snowden. Washington ha infatti revocato il suo passaporto, prima che lasciasse Hong Kong diretto verso la Russia. La mancanza di passaporto – secondo la stampa americana che cita un esponente statunitense – potrebbe complicare ma non mandare all’aria i piani di viaggio della talpa.

Gli Stati Uniti non sono di certo rimasti all’oscuro dai piani di Snowden. Il South China Morning Post sostiene che le autorità di Hong Kong, regione autonoma della Cina, hanno avvisato per tempo le autorità americane della partenza di Snowden. Non solo. Lo stesso giornale riferisce che gli Usa avessero fatto pressioni sul governo di Hong Kong, suggerendo di “non tirarla per le lunghe” con “l’estradizione” della gola profonda del Datagate. La Russia invece si è detta all’oscuro di tutto. Il portavoce del presidente russo Vladimir Putin ha precisato infatti che Mosca non sa nulla su dove sia la talpa. 

Il governo di Hong Kong ha invece fatto sapere che non erano presenti i presupposti legali per impedire a Snowden di lasciare il territorio di Hong Kong. Ad affermarlo sono state le autorità locali, commentando i documenti forniti dagli Stati Uniti, che vogliono perseguire Snowden in giudizio. I documenti forniti dal governo americano “non ottemperavano pienamente ai requisiti imposti dalle leggi di Hong Kong. E dovendo ancora il governo ricevere informazioni sufficienti ad evadere la richiesta di un mandato di arresto provvisorio, non esiste una base legale per impedire al signor Snowden di lasciare Hong Kong”.

La notizia della partenza della talpa, l’ex-analista dei servizi segreti americani che ha denunciato le loro attività illegali, è stata data in un primo momento da un quotidiano molto vicino al governo di Pechino, il Ta Kung Pao. In seguito, è stata confermata sempre dal South China Morning Post, che nei giorni scorsi ha intervistato per due volte Snowden nel suo “rifugio segreto”. Il giornale cita “fonti credibili”.