A volte ritornano: persino i prefetti. Roberto Maroni lo aveva promesso in campagna elettorale: riformerò l’Aler, l’azienda lombarda per l’edilizia residenziale, ente pubblico tra i più ricchi d’immobili d’Europa, coinvolto in diversi scandali giudiziari. E così, incassata la vittoria, il neo presidente regionale ha dato il via ai lavori. Come? Diminuendo i commissari. Da tredici a dodici. Alla faccia dei tagli. Maroni la pensa diversamente. Dice: “Siamo passati da 130 poltrone a 12”. Insomma, il segretario della Lega sventola la bandiera del rinnovamento. Cinque poltrone andranno al Carroccio, sei al Pdl. Sull’ultima, quella dell’Aler di Milano, si siederà l’ex prefetto Gian Valerio Lombardi, napoletano classe ‘46. “La persona giusta al posto giusto”, commentava il presidente. “Persona super-partes”. Eppure sull’imparzialità di Lombardi qualche dubbio viene, rileggendo le carte del processo Ruby. Nel dicembre 2010 Marysthell Polanco, all’epoca fidanzata con un narcotrafficante arrestato per 12 chili di cocaina, chiama in Prefettura e in un attimo è a colloquio con Lombardi. Pochi secondi per fissare un appuntamento . Giusto il tempo per ascoltare il rappresentante dello Stato esordire con un “come posso aiutarla?” e concludere: “Mi saluti il presidente (Berlusconi, ndr)”. È il 4 dicembre 2010.

All’epoca la Polanco, tra le “olgettine”, è una delle più assidue frequentatrici delle feste di Arcore. Nel frattempo, però, ha bisogno del passaporto italiano. La soubrette parla con Palazzo Grazioli. “Buonasera – le dicono – dovrei darle un numero del prefetto Lombardi”. Il 6 dicembre Polanco telefona. “Chiamo da parte del presidente Berlusconi”. Le porte si aprono. Tutte, anche quelle del parcheggio riservato della Prefettura. In un’altra indagine, Lombardi, pur non coinvolto penalmente, compare tra gli amici degli amici. Si tratta dell’inchiesta sulle case vacanze del comune di Milano. Si parla di “scambi di favore”. I pm la chiamano “cerchia”. C’è anche Lombardi. Si dirà: rilevanza penale zero.

E così oggi l’ex prefetto si accomoderà nella stanza dei bottoni di Aler, affiancato da Mario Viviani – indicato dal Comune di Milano – e dalla dipendente regionale Maria Pia Redaelli. Saranno commissari delle altre Aler provinciali gli attuali presidenti, ad eccezione di Como e Monza-Brianza. A Como sarà commissario Mario Angelo Sala e a Monza Francesco Magnano, attuale geometra di Silvio Berlusconi. E’ la stessa Aler che ha ospitato Loris Zaffra, Pdl, coinvolto in Mani pulite. Un’amministrazione, la sua, azzoppata da recenti inchieste. L’ultima: l’assunzione della figlia di un presunto boss, mediata dall’ex assessore Mimmo Zambetti. La penultima: appalti in cambio di voti. Coinvolti il consigliere comunale Marco Osnato e il suocero Romano La Russa. Insomma, se Zaffra si è mostrato distratto, certo non fanno ben sperare gli inciampi dello stesso Lombardi sulle infiltrazioni dei clan al Nord. Davanti alla Commissione parlamentare antimafia disse che in Lombardia la mafia non esiste. Era il 21 gennaio 2010: sei mesi più tardi il blitz Infinito portò in carcere 160 presunti affiliati. La Lombardia fu descritta come vero e proprio mandamento della ‘ndrangheta.