Un bidello di una scuola elementare, la Pappalardo di Vittoria, nel Ragusano, ha sparato 5 colpi di pistola contro un’insegnante di religione dello stesso istituto. La donna è stata gravemente ferita ed è stata portata d’urgenza in ospedale, dove è deceduta un’ora dopo. Non si conosce ancora il movente dell’accaduto. La sparatoria è avvenuta nella scuola, che è un circolo comprensivo, mentre era in corso una riunione del corpo docenti.

L’uomo, Salvatore Lo Presti, 69 anni, noto come “il poeta” e che sarebbe andato in pensione alla fine del mese, ha esploso cinque colpi all’addome contro Giovanna Nobile, di 53 anni e madre di due figli. Un sesto colpo è stato sparato in aria per il provvidenziale intervento di un collega, ha alzato il braccio del bidello facendo cambiare la traiettoria al proiettile, che si è conficcato sul tetto. Lo Presti è uscito dalla scuola, tra scene di panico dei presenti, ed è stato fermato poco dopo dalla polizia che lo sta interrogando.

La donna si era recata a scuola per un incontro di fine anno scolastico. Dopo avere firmato delle pratiche in segreteria stava lasciando l’istituto, quando il bidello l’ha raggiunta sulle scale armato di pistola. La vittima è morta nell’ospedale Guzzardi di Vittoria dove era stata trasportata, mentre Lo Presti è in stato di arresto per omicidio volontario. “Ce l’aveva col mondo intero – dice un collega dell’assassino, Biagio Cirica – ma non andava al di là dello sproloquio. In fondo era uno tranquillo, mai e poi mai avrei pensato che gli scattasse questo raptus. Scriveva anche poesie, non a caso lo chiamavano tra i colleghi il poeta”.

“Anche stamattina stava facendo i soliti discorsi – ricostruisce il bidello – quando è arrivata la professoressa Nobile, l’ha seguita per le scale e appena dentro la segreteria ha cominciato a sparare. Ma non mi sono preoccupato perchè conoscendolo ho pensato che avesse sparato a salve, invece, aveva fatto terribilmente sul serio. E’ stato un mio collega Salvatore Gallo a bloccarlo e a disarmarlo prima che arrivasse la polizia”.

“Lo conosco da quasi 30 anni – sottolinea Cirica – perchè abbiamo preso servizio a scuola nel 1985 e che potesse avere questo scatto non ci avrei mai creduto. Che nascondesse odio verso la professoressa o avesse un debole per lei come si fa a dirlo? E’ tutto assurdo…”.

Dopo un lungo silenzio Lo Presti ha confessato il movente alla presenza del suo legale, l’avvocato Santino Garufi. Agli investigatori della squadra mobile della Questura di Ragusa l’uomo ha detto che sarebbe stato “colpito dall’indifferenza” dell’insegnante, per “sentimenti assolutamente non ricambiati”, anche perchè in fondo mai espressi. Giovanna Nobile non si era accorta di alcunchè e ha continuato ad avere con lui rapporti esclusivamente professionali. Negli ultimi giorni, lui avrebbe notato una particolare “freddezza”. Per questo venerdì sera si è preparato: ha preso la pistola, legalmente detenuta, l’ha messa alla caviglia “utilizzando le calze per non graffiarmi”. E l’ha usata a scuola.