Palazzo Ducale di Modena e Piazza Roma negli anni 1950

Sembra ormai che tutto il dibattito della città si sia concentrato sulla pedonalizzazione di piazza Roma, un’importante piazza situata davanti al palazzo Ducale ed ora  destinata ad uso per un redditizio parcheggio a servizio del centro storico. Il Palazzo Ducale, un tempo “piccola Versailles” e dimora del casato Estense, oggi è sede dell’Accademia Militare e, meno noto, nel torrione di levante dello storico e prestigioso Osservatorio Geofisico universitario. Chiaro che un tempo non era occupata da auto ma, al più, da carrozze e cavalli, tuttavia senza andare troppo indietro negli anni troviamo come vedete una bella fotografia anni 1950 con la piazza priva di auto e trafficata da alcune biciclette.

L’amministrazione comunale insiste per la pedonalizzazione; i commercianti non ci stanno.

Lasciando, per il momento, perdere il fatto di come possa essere accaduto che tutto il dibattito sul futuro della città si sia inceppato su questo problema, vediamo di capire le ragioni degli uni e degli altri.

L’amministrazione comunale, negli ultimi anni, dopo i tanti tonfi di progetti sempre annunciati e mai realizzati, vuoi per mancanza di consenso, vuoi per mancanza di soldi, ha concentrato le proprie attenzioni su poche iniziative: la principale è stato la costruzione del Novi Park, uno dei più grandi parcheggi interrati d’ Italia, realizzato con la solita finanza di progetto che costerà ai modenesi 40 anni di sosta a pagamento in gran parte della città; un progetto finora, diciamo così, scarsamente apprezzato dai modenesi.

L’impegno era di liberare contestualmente le piazze del centro dalle automobili. I commercianti non ci stanno, perché vedono sparire il parcheggio più vicino alle attività di un centro che, ormai da un po’ di tempo, langue.

 

Palazzo Ducale e Piazza Roma al giorno d'oggi, congestionate da auto.

 Al di là di altri maliziosi retro pensieri, la scelta della amministrazione di pedonalizzare sarebbe nella giusta direzione, se fosse una scelta culturale coerente; invece vediamo solo piccoli tratti di strada pedonalizzati, oltretutto occupati da automobili di passaggio ed in sosta. Non vi è nessuna coerenza; un’isola pedonale funziona se è un’ isola, non un arcipelago fatto di tante isolette non comunicanti; una cosa del genere non rende attraente il centro storico e penalizza solamente il commercio.

D’altro parte è pure molto discutibile l’ atteggiamento di molti commercianti poco inclini alle innovazioni; sembra che il problema numero uno sia quello del parcheggio delle auto; a nostro parere non è così; la questione dovrebbe essere inquadrata in una visione più ampia dell’accessibilità al centro e quindi trasporto pubblico non inquinante (dove sono i filobus?) nelle immediate vicinanze, ma non nella piazza; navette elettriche di collegamento, piste ciclabili che vi convergano in tutta sicurezza, percorsi pedonali sicuri ed agevoli.

Finalmente, il tema della mobilità sostenibile è stato posto con forza dal recente progetto partecipativo dei 100 per Modena; purtroppo, il nuovo assessore alla mobilità sta dimostrando molta, troppa, attenzione a quanto costruire e poca, troppo poca, a questo tipo di mobilità; forse sarà proprio per questo che qualcuno sta pensando di candidarlo a Sindaco?

Un altro tema riguarda l’attrattività delle piazze: occorre che siamo ben illuminate, pulite, ordinate e che vi siano diverse possibilità di incontro e di sosta; a tal riguardo sarebbero necessarie politiche di incentivazione economica (e non di penalizzazione) per chi utilizza gli spazi comuni per tavolini ed altro, con la condizione tassativa che i prezzi siano calmierati e non  da rapina, come a volte accade, anche da noi.

In questo quadro generale, un dato emerge con forza: le amministrazioni non riescono più a “comandare”, ma sono e saranno sempre più “obbligate” a condividere i progetti con gli interessati; per piazza Roma non è avvenuto o è avvenuto troppo tardivamente. Infatti si è deciso di fare gli incontri con le parti interessate quando ormai c’era il muro contro muro e l’attuale situazione di empasse lo sta a dimostrare. Ora sembra che si stia cadendo nella scelta della linea di compromesso al livello più basso: si pedonalizza, ma in qualche angolo sistemiamo qualche auto; si pedonalizza, ma ci facciamo passare i filobus, insomma, si pedonalizza, ma….

E questo è il peggio che si possa fare: una soluzione pasticciata che scontenterà tutti e non darà una chiara direzione.

Un ultimo aspetto riguarda la valorizzazione della piazza che potrà solo avvenire con l’apertura del passaggio, almeno diurno, dei pedoni attraverso il Palazzo Ducale e il suo cortile d’onore per collegare così la piazza con corso Vittorio Emanuele; a suo tempo, quando il palazzo era dimora del Duca, il passaggio era aperto ai “sudditi”, oggi è chiuso ai cittadini; ci sarà qualcuno così “coraggioso” da metterlo sul tappeto con determinazione?

Speriamo solo che la riqualificazione e pedonalizzazione di piazza Roma non faccia la fine dei tanti progetti incompiuti sulle piazze come quelli di piazza Matteotti, Mazzini, Sant Agostino e XX Settembre.