Sono 41 i comuni calabresi in cui si vota alle amministrative del 26 e 27 maggio. Nessun capoluogo di provincia è interessato, ma non mancano le polemiche. E’ il caso di Isola Capo Rizzuto dove il Partito democratico tenta di stroncare la ricandidatura del sindaco Carolina Girasole -ex democratica passata nelle fila di Monti – che, nei cinque anni alla guida della cittadina crotonese, è diventata il simbolo delle battaglie antimafia: beni confiscati alla ‘ndrangheta e assegnati all’associazione “Libera” di don Ciotti, una politica incentrata sulla legalità che le è costata tre auto incendiate e continue e le minacce delle cosche arrivate fin dentro al palazzo del Comune che nel 2003 è stato sciolto per infiltrazioni mafiose.

All’epoca era sindaco Damiano Milone che oggi è il candidato del Pd. Il partito di Epifani, in sostanza, appoggia l’ex primo cittadino di quella amministrazione per la quale, dieci anni fa, la relazione della commissione di accesso aveva certificato connessioni con la ‘ndrangheta. Per l’ennesima volta, il Pd in Calabria ha dimostrato tutte le sue contraddizioni: il segretario cittadino del partito, Salvatore Friio, guida la lista di Milone che è anche presidente della società di servizi della Provincia di Crotone, amministrata dal centrodestra. Candidata con Monti dopo che il Pd l’aveva snobbata alle politiche, Carolina Girasole parla di atteggiamento schizofrenico dei democrat: “Già 5 anni fa il partito si era spaccato sulla mia candidatura e voleva appoggiare l’ex presidente del consiglio sciolto per mafia. La spaccatura non è mai stata sanata. Una parte del partito ha sempre ostacolato la mia amministrazione a partire dai provvedimenti adottati sulla gestione dei beni confiscati alla ‘ndrangheta. Se il Pd nazionale ci porta come buono esempio, non ho capito perché a livello locale parlano di discontinuita. Capisco se avessero candidato un giovane o una persona diversa, ma non Milone che è stato ‘sciolto’ per mafia”.

Le fa eco il consigliere comunale di Catanzaro Salvatore Scalzo che, sulla campagna elettorale di Isola Capo Rizzuto, prende le distanze dalle scelte del suo partito: “È l’ennesima dimostrazione delle stranezze del Pd. Rispetto a un’amministratore che si è dimostrato un punto di riferimento nell’ambito del contrasto alla criminalità, l’idea di spaccarsi e indebolire una esperienza positiva come quella della Girasole è infame e infausta». Lo scontro interno al Pd potrebbe favorire il candidato Gianluca Bruno, l’assessore della giunta provinciale di Crotone, appoggiato da Pdl, Udc e “Demokratici” di Enzo Sculco (l’ex consigliere regionale condannato per concussione). Il candidato Bruno nel 2008 partecipò a una cena, in un locale pubblico, con Fabrizio Arena, figlio del boss Carmine che nel 2004 fu ucciso a colpi di bazooka. Lo stesso Fabrizio Arena, arrestato nel 2010, che fu fotografato mentre brindava con l’ex senatore pidiellino Nicola Di Girolamo il quale ha patteggiato una pena di 5 anni di carcere.

Tornando alle ammistrative, si vota anche a Corigliano Calabro che era stato sciolto per mafia dopo l’arresto dei fratelli del sindaco, Pasqualina Straface. Sono addirittura dodici i candidati alla guida del Comune cosentino. Diciannove liste in tutto tra cui anche quella del M5S che sostiene Francesco Sapia. Il partito di Grillo si presenta pure nei più piccoli comuni del crotonese come Petilia Policastro con Arianna Caruso e Savelli con Giuseppe Scarpino. In provincia di Vibo, invece, il sindaco uscente di Dinami Francesco Cavallaro non si ricandida. Gli impegni con la Cisal (di cui è segretario generale) a Roma e la Cese (Comitato Economico e Sociale Europeo) a Bruxelles, gli impediscono di continuare ad amministrare il Comune di Palazzo dell’Orologio dove, però, ha candidato la moglie, Maria Ventrice, che guida la lista civica “Il Faro”.

Per quanto riguarda, infine, la provincia di Reggio Calabria, si si vota nei comuni di Locri, Seminara e Roccaforte del Greco. Quest’ultimo è un paesino del basso jonio reggino, sciolto per infiltrazioni mafiose, in cui si è presentata una sola lista (Roccaforte rinasci) espressione della Fiamma Tricolore. Il candidato a sindaco, infatti, è Giuseppe Minnella, segretario provinciale del Movimento sociale e fondatore del sito “ilduce.net”. Un giovane fascista, che è solito rievocare la figura di Mussolini, che nell’agosto scorso in occasione di una protesta della comunità ebraica di Roma contro l’ex capitano delle SS Erik Priebke, ha commentato su twitter e sul suo sito: “Gli ebrei? Peggio dei nazisti”.