Una donna è stata uccisa a coltellate dall’ex convivente a Guardamiglio, nel Lodigiano. L’uomo, italiano, ha atteso l’ex convivente, una romena, all’esterno della casa in cui la vittima faceva le pulizie. L’ha trascinata in un giardino pubblico, dietro un cespuglio e le ha inferto una decina di coltellate. L’uomo, Maurizio Ciceri, un operaio di 49 anni, è stato bloccato da alcuni passanti e consegnato ai carabinieri. Secondo quanto è emerso finora l’uomo perseguitava l’ex compagna (35 anni) da circa un anno, tanto che l’amministrazione comunale di Guardamiglio aveva cercato e trovato un alloggio popolare per la vittima in modo tale da sottrarla alle vessazioni e ricominciare una vita con il figlio di 13 anni. Episodio avvenuto nello stesso giorno in cui un 58enne, a Genova, durante una lite ha scaraventato giù dalla propria auto l’amante, sparandole poi tre volte e riducendola in gravissime condizioni.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri di Codogno la donna ha cercato di fuggire nel parco pubblico, ma è stata raggiunta e uccisa. La 35enne romena, Angelica, aveva appena posteggiato la sua Fiat 500 davanti all’abitazione dove sarebbe dovuta entrare per fare le pulizie. Il suo ex convivente la stava attendendo e, quando si è presentato davanti a lei con un coltello in mano, la ragazza ha iniziato a scappare, perdendo anche le ciabatte che indossava, verso l’interno dei giardini pubblici. Qui però l’omicida l’ha rincorsa e bloccata, infierendo su di lei con diversi fendenti prima di essere bloccato da alcuni passanti.

Per l’esattezza è stato un adolescente che abita vicino ai giardinetti di via Paolo Sesto il primo a intervenire per tentare di bloccare la furia omicida, che nel pomeriggio e stato arrestato dai carabinieri dopo aver ucciso l’ex compagna. Il giovane infatti ha raccontato ai militari di aver sentito le grida della donna che scappava dal suo ex convivente, e di essere intervenuto subito per bloccargli la mano con la quale impugnava il coltello utilizzato per massacrare la 35enne. Un altro passante ha visto la colluttazione tra il ragazzino e l’assassino ed è a sua volta intervenuto gettando a terra l’aggressore e a immobilizzarlo, sedendogli sopra. Dopo poco sono arrivati i carabinieri che hanno ammanettato il 49enne e lo hanno portato in caserma. L’uomo è incensurato ed ha anche un’ex moglie che vive in Val Nure, in provincia di Piacenza, dalla quale ha avuto due bambine.