Tolleranza zero nei confronti di razzismo, doping e combine. E’ quanto ha deliberato il Comitato Esecutivo della Uefa, riunito oggi a Londra in attesa del 37mo Congresso Uefa che comincerà domani, quando sarà anche ratificato che a partire dal 2015 la vincitrice dell’Europa League otterrà un posto in Champions League. Per adesso, è invece sicuro l’inasprimento delle sanzioni disciplinari per i casi sopra citati, che entrerà in vigore nel Regolamento Disciplinare della Uefa a partire dal prossimo 1 giugno. Sanzioni che per tutti i club i cui tifosi saranno giudicati una prima volta colpevoli di offese razziste prevedono la parziale chiusura dello stadio e una multa di 50mila euro. La seconda sanzione è invece la chiusura totale dell’impianto. Pene più severe anche per i tesserati. Giocatori, allenatori e dirigenti colpevoli di comportamenti razzisti saranno squalificati come minimo per dieci giornate.

Salgono anche le giornate di squalifica per comportamenti ingiuriosi dei tesserati nei confronti dei direttori di gara, che passa da due a tre turni di squalifica, e quella per le aggressioni, che sale da dieci a quindici.Questo regolamento disciplinare, che entra nel codice di comportamento Respect, dovrà essere obbligatoriamente sottoscritto da tutte le federazioni affiliate. Mentre, dalla prossima stagione, gli organi disciplinari della Uefa avranno l’autorità per intervenire nel caso in cui una federazione affiliata non punisca, o punisca in maniera non adeguata, i casi di combine, corruzione e doping. Con riferimento all’Italia, per esempio, se fino a oggi la Uefa nei casi di calcioscommesse doveva aspettare che le fosse la federcalcio a chiedere la non ammissione delle squadre coinvolte alle competizioni continentali, dall’anno prossimo potrà intervenire d’ufficio. Che lo faccia o meno, poi, è un altro discorso.

Sempre per quello che riguarda combine e corruzione, il Comitato Esecutivo della Uefa ha deciso di eliminare ogni tipo di prescrizione, consentendo così l’applicazione delle sanzioni indipendentemente dal momento in cui l’infrazione del regolamento è avvenuta. Per quello che riguarda il doping, invece, ci sarà una specie di sperimentazione del passaporto biologico (l’archivio dei parametri ematici dell’atleta nel corso del tempo, che se anomali portano alla squalifica dell’atleta anche senza che sia riscontrata una sostanza dopante). Inizialmente la Uefa indagherà retrospettivamente i profili steroidei di 900 giocatori che hanno preso parte alle competizioni continentali negli ultimi cinque anni. Le indagini saranno su campioni anonimi e non porteranno ad alcuna squalifica.

Poi, dal prossimo anno, saranno introdotti alcuni test ematici, e anche di controllo incrociato su sangue e urine, come già sperimentato nei Campionati Europei del 2008 e del 2012. E come già si fa in molti sport, dall’atletica al ciclismo. I primi passi necessari per la futura introduzione del passaporto biologico, forse l’arma più potente contro il doping, in uno sport che ha sempre cercato di non considerarlo un suo problema. Sempre oggi la Uefa ha annunciato che la finale di Champions League del 2015 si giocherà a Berlino (nel 2014 a Lisbona) e quella di Europa League a Varsavia (nel 2014 a Torino).

di Luca Pisapia