Avrebbe compiuto 85 anni il 18 luglio prossimo. Don Andrea Gallo, il prete di strada di Genova se ne è andato oggi, 22 maggio alle 17.45, nella sua comunità, San Benedetto al porto, nel pieno centro della città vecchia. La comunità “dei miei drogati”, come li chiamava lui, “il don”, come lo avevano soprannominato tutti coloro che lo avevano conosciuto, a Genova come in tutte le città che aveva girato, ai concerti, alle manifestazioni, alle raccolte fondi, ovunque lo chiamassero a testimoniare la sua idea di una chiesa “non separata dagli altri, che non sia sempre pronta a condannare, ma sia solidale, compagna“, come aveva scritto su Twitter nel suo ultimo messaggio. (nella foto: Calata Mandraccio: Don Gallo, Salah Hussein e Lal Gaind festeggiano il compleanno di Gandhi e protestano contro il pacchetto sicurezza di Maroni nel 2008).

Le sue condizioni erano improvvisamente peggiorate a inizio maggio, quando, il 10, dalla pagina Facebook della Comunità, era arrivato uno scarno comunicato: “Cari tutti, amici e compagni di don Andrea Gallo e della comunità San Benedetto al Porto, nel corso di questa settimana don Andrea non si è sentito molto bene per problemi di salute legati alla sua veneranda età. Lunedì mattina (6 maggio, ndr) si è ricoverato per 3 giorni presso l’ospedale San Martino per analisi, da ieri è tornato con entusiasmo a San Benedetto per riposo assoluto e convalescenza“.

Poi più nulla, fino al comunicato di ieri sempre su Facebook, anche per dare qualche informazione alle migliaia di persone che da giorni lasciavano messaggi sulla bacheca della Comunità: “Ci rivolgiamo a tutte le persone che vogliono bene a don Andrea Gallo, lo facciamo con la mitezza e il rispetto che in questi giorni hanno accompagnato la fragilità della sua salute. Lo facciamo per dire a voi tutti che le condizioni di don Andrea si sono aggravate e che è monitorato, ora per ora, attraverso un’assistenza medica domiciliare, nella sua comunità San Benedetto al Porto. Chiediamo a tutti voi, cosi come è avvenuto in questi giorni difficili, di mantenere intorno a don Andrea e alla Comunità la quiete e la tranquillità, in questo momento ancor più difficile. Mandiamo a tutti voi sin da ora un ringraziamento collettivo, certi del vostro affetto che ci conforta.

La prima a commentare la notizia della morte di don Gallo è Luxuria: ”Lo ringrazio per aver sempre accolto gli ultimi nella sua comunità e per aver aperto le porte della sua chiesa alla comunità transgender dimostrando che una chiesa inclusiva e amorevole verso tutti i figli di Dio è possibile”. Poi il leader di Sel, Nichi Vendola: “Don Andrea Gallo, bambino di Dio,compagno di viaggio, padre, fratello,amico, ci sarai sempre nei nostri cuori, nelle nostre lotte , nelle nostre utopie”. E Paolo Ferrero (Prc): “Il vuoto che lascia nelle nostre vite è grande quanto la sua carica umana, la sua simpatia, il suo impegno. Ciao compagno Gallo, la terra ti sia lieve. Un abbraccio a tutti gli amici e le amiche della Comunità di S. Benedetto al porto”. 

Genova, la città in cui don Gallo era nato e dove lui fondò la sua comunità, attiva dal giugno del 1975, è in lutto. ”Ora potrai di nuovo parlare con Paride (Batini, ndr) di porto e di camalli. Ciao Andrea”, così il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, riferendosi allo storico console della Compagnia unica dei lavoratori marittimi scomparso il 23 aprile 2009, ha ricordato via Facebook e Twitter il prete, di cui era molto amico.

”Si era visto già nel primo pomeriggio che le condizioni di don Andrea Gallo erano estremamente gravi”, ha detto ai microfoni dell’emittente ligure Telenord il professor Franco Henriquet, presidente dell’associazione Gigi Ghirotti di Genova (onlus che assiste i malati terminali per la terapia del dolore e le cure palliative a domicilio e in hospice, ndr) che da giorni assisteva don Gallo – “E’ stato improvviso. Dopo il ricovero al San Martino si pensava che le sue condizioni fossero migliorate e invece in questi ultimi giorni sono precipitate”. A creare problemi maggiori, il cuore, a cui si è aggiunto un versamento pleurico. Nella serata don Gallo aveva avuto un lieve miglioramento: “Una fugace ripresa momentanea – ha spiegato il professore – Ha avuto ancora un momento di lucidità, ha riconosciuto i presenti, chi gli era vicino. Poi però si è riaddormentato”.