Clima teso nel corso della requisitoria a Milano dell’accusa al processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi. Dopo aver ricostruito la famosa notte del 28 maggio 2010 in cui Ruby venne portata in Questura per essere poi affidata all’allora ex consigliera regionale Nicole Minetti, in seguito, sostiene l’accusa, alle telefonate dell’imputato Berlusconi, alcuni testi sono stati costretti a mentire in quanto la loro deposizione è stata smentita da prove documentali. “Costretti a mentire? Riferito a chi?”, interviene Piero Longo, legale del Cavaliere insieme a Nicolò Ghedini. Il presidente del tribunale ribatte che “non si interrompe la requisitoria del pm”. Ma Longo e Ghedini insistono perché si sentono attaccati dall’accusa della Boccassini. È lo stesso pm a rivolgersi a Longo: “Posso continuare?. “Non lo so”, provoca Longo, “lo chieda al presidente”  di Franz Baraggino