Quando si chiama inciucio qualunque tipo di accordo, allora tanto vale non entrarci proprio in politica”. E’ la critica che il cantautore Gino Paoli, ospite di “Un giorno da pecora”, su Radio Due, muove al suo amico Beppe Grillo circa il suo niet ad un’intesa col Pd. “Penso” – continua – “che non si può entrare in politica con idee assolutamente depositarie della verità e non discutibili”. E spiega: “La possibilità di un accordo tra il Movimento 5 Stelle e il Pd sicuramente c’era, ma io non mi metto a discutere con Grillo perché non mi metto a discutere con i depositari della verità”. Paoli sottolinea che quello attuale è l’unico governo possibile e che Grillo segue uno schema ben preciso: “Ma non è assolutamente disposto a cambiare questo schema. Questo è il grosso guaio. Sostiene che ha uno statuto che gli impedisce di fare accordi. Io” – prosegue – “Don Gallo, la moglie di Crozza e tante persone abbiamo cercato di convincerlo a salvare almeno il salvabile”. Totale, invece, è l’apprezzamento accreditato dal cantante a Pierluigi Bersani: “Lo stimo moltissimo, è una brava persona, un uomo perbene e corretto. Lui dice la verità anche quando non dovrebbe dirla. Le persone oneste non sono fatte per fare la politica di oggi. Ci vogliono le persone di spettacolo