Pietro Grasso, Susanna Camusso, Alessandro Bergonzoni e Patrizia Moretti. Il 25 aprile 2013 a Monte Sole sarà tra i più “ricchi” di ospiti nazionali come non si era mai visto.

Pare che sia stato proprio il neopresidente del Senato, Pietro Grasso, a chiedere di poter essere presente tra i boschi e i prati di Monte Sole, spazio naturale dall’infinito e tragico eco di violenza e sopraffazione dove nell’autunno 1944 vennero trucidate più di 800 persone tra uomini, donne e bambini. Il contestato Grasso interverrà alle 12.30 a San Martino di Caprara, mentre alla 11 sono previsti gli interventi di Cecilia Strada, figlia di Gino Strada, presidente di Emergency, e Giusi Nicolini, sindaco di Lampedusa.

Alle 13.45 Patrizia Moretti, madre di Federico Aldrovandi assisterà allo spettacolo ‘La donna che guarda le stelle’, realizzato dalla compagnia ‘Vetrosi’ e ispirato alla sua battaglia di giustizia per la morte del figlio.

Alle 15 al Poggiolo la musica dal vivo Margherita Vicario, Le Primule Rosse, Officina della Camomilla. Poi sarà la volta di Alessandro Bergonzoni, mentre la Camusso è attesa per le 17.

Scuola di pace di Monte Sole: “Resistenza significa ribellione alle ingiustizie”.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato della Scuola di Pace di Monte Sole

“Da anni la Scuola di pace di Monte Sole cerca di declinare il concetto di resistenza al presente: cosa vuole dire il 25 aprile per i cittadini e cittadine italiani ed europei di oggi? Cosa ricerchiamo in questa data? Che senso le diamo?

Che significa resistere oggi? Resistere a cosa? Che significa agire?

Certamente non significa bearsi delle belle ma vaghe parole di un qualsiasi leader carismatico o icona pop che da un palco si premura un po’ troppo di dire ciò che vogliamo sentirci dire.

Per noi il 25 aprile, soprattutto di questi tempi, potrebbe essere occasione, tutt’altro che tranquillizzante, di profonda messa in discussione delle nostre scelte di vita ed eventualmente luogo di ricerca, attraverso spazi e tempi circolari di dibattito tra le persone, delle possibili resistenze concrete alle attuali forme di oppressione.

Come diceva Carlo Venturi, partigiano della Stella Rossa, la brigata che combatteva attorno a Monte Sole, a noi piace intendere la parola “resistenza”, come “ribellione a qualcosa che ci sembra ingiusto”.

E il metodo di questa ribellione non è dettaglio ma sostanza e non può che essere quello del confronto e del dibattito che chiama in causa la coscienza di ciascuno di noi nelle sue singole scelte quotidiane.

Da anni dunque alla Scuola di Pace di Monte Sole, quello che cerchiamo di fare nella giornata del 25 aprile, è dare spazio alle odierne forme di resistenza al potere e al nostro modo di rapportarci con esso: abbiamo parlato di centri clandestini di detenzione libici voluti da governi progressisti italiani e dalla democratica Europa; abbiamo parlato dei massacri di persone annegate nel canale di Sicilia a causa delle politiche migratorie dell’Unione Europea; abbiamo parlato dei cosiddetti CIE, dei lager che sono tuttora diffusi sul territorio italiano dove persone che non hanno commesso alcun reato se non quello amministrativo di non avere una carta in regola (che equivale ad un attraversamento pedonale col rosso) possono essere a causa della loro origine private della loro libertà fino a 18 mesi; abbiamo parlato della resistenza ai modelli dominanti di genere uomo/donna. L’anno scorso abbiamo proiettato Genuino Clandestino, documentario che parla delle resistenze che migliaia di contadin* e cittadin* italian* stanno pacificamente conducendo in Italia (ma non solo) contro l’attuale modello di sviluppo economico, proponendo alternative concrete di scambio economico che passano attraverso la relazione, e in particolare contro il sistema della grande distribuzione organizzata e dell’agricoltura industriale che da decenni sta inquinando il nostro suolo, le nostre falde e i nostri cibi.

 

Quest’anno abbiamo organizzato due dibattiti, molto differenti nel tema ma molto affini negli scopi e nel metodo: quello cioè di offrire quegli spazi circolari di dibattito di cui si parlava poc’anzi, quello di mettersi in discussione di fronte a temi cruciali per il nostro vivere comune.

 

Un dibattito sarà dedicato a un dialogo e riflessione pubblica e critica sulle cosiddette “grandi opere”: il loro significato; le loro criticità; la loro sostenibilità ambientale; il loro rapporto con l’opinione pubblica; l’analisi dei movimenti di resistenza di cittadin* e istituzioni che si sono sviluppati nel corso degli anni nei territori dove queste “opere” dovrebbero essere realizzate; la loro connessione con il tipo di sviluppo economico che caratterizza le nostre società.

Qual è la relazione tra le “Grandi Opere” e il modello economico nel quale viviamo in cui le parole d’ordine sono “crescita” e “sviluppo”?

Che cosa è “crescita” e che cosa è “sviluppo”? Cosa significano oggi nel nostro linguaggio quotidiano?

Che cosa, noi cittadin* italian* ed europei di oggi, siamo disposti a fare e ad accettare in nome della “crescita” e dello “sviluppo”?

Quest’anno il 25 aprile a Monte Sole cercheremo di dare voce alle ragioni di quei cittadini e di quelle cittadine che in val di Susa, come in altri luoghi, si battono da anni per la difesa del loro ambiente, cittadini e cittadine spesso emarginat* dai media e relegat* a fenomeno di violenza teppista o extraparlamentare. Cercheremo a questo proposito di conoscere e approfondire vari temi: i diritti delle comunità e delle persone, la libertà di espressione, la tutela del paesaggio e quindi della nostra “casa”, l’esistenza di un modello di sviluppo economico che spesso entra in conflitto, a causa della sua natura, con uno sviluppo umano pacifico.

Il dibattito si intitolerà I conflitti tra le “grandi opere”, le comunità locali e la tutela del paesaggio. Per conoscere e capire al di là delle banalizzazioni e degli stereotipi. Si terrà alle ore 15 presso l’Aula Magna della Scuola di Pace di Monte Sole.

L’altra iniziativa organizzata in contemporanea a quella sulle “grandi opere” per il 25 aprile 2013, sarà dedicata alla violenza di genere. Il titolo sarà E Johnny prese il fucile: la guerra la fanno i maschi. Pratiche di resistenza agli stereotipi di genere. Si terrà presso la Sala Seminari della Scuola di pace di Monte Sole alle ore 15,30.

L’approccio educativo della Scuola di Pace di Monte Sole, rispetto ad un’educazione alla cittadinanza, si basa sulla presa di coscienza da parte di ogni individuo della propria possibilità di agire la violenza e sui meccanismi che possono generarla. Nella nostra società la rigidità dei ruoli interiorizzati rispetto a ”cosa è uomo e ‘cosa è donna’, sono una causa di violenza. Questo dibattito focalizzerà la sua attenzione sulle possibilità di resistenza al modello prevalente dell’ “essere uomo”. Un dibattito che sia in grado di interrogarsi profondamente sul “maschile” e su come trasformarlo. A parlare di questo saranno uomini perché riteniamo che l’analisi di questo fenomeno non possa essere demandata solo alle donne. La violenza di genere è un problema urgente tanto per gli uomini quanto per le donne. Il tema verrà dunque trattato focalizzandosi sugli uomini come perpetratori ma anche sugli uomini come agenti del proprio e altrui cambiamento, e non sulle donne come vittime.

Presenteremo il libro Trasformare il Maschile. Nella cura nell’educazione nelle relazioni,  a cura di Salvatore Deiana – Massimo Michele Greco (Assisi, Cittadella Editrice, 2012) come strumento per approfondire il tema dal punto di vista culturale ed educativo. Parleremo inoltre della campagna noino.org, uomini contro la violenza sulle donne.