Volano ancora stracci tra Federica Salsi e il Movimento Cinque Stelle. La consigliera comunale di Bologna, espulsa prima delle elezioni, è tornata ad attaccare i grillini bolognesi a pochi giorni dalla pubblicazione di alcune mail private, nelle quali i vertici cittadini del Movimento discutono di come estromettere lei e Giovanni Favia. “Il nuovo che avanza è in piena sintonia con il vecchio, i cittadini devono sapere quanto i loro rappresentanti e i loro dipendenti siano fatti della stessa pasta della casta che disprezzano», ha scandito in aula la Salsi, accusando personalmente il capogruppo Massimo Bugani di aver inciuciato con il sindaco Merola per mettere a tacere il caso delle dimissioni del capo di gabinetto, scoppiato nel dicembre 2011: «Le cose non sono andate così, vedremo se ci sono i termini per fare querela», ha replicato Bugani. «All’inizio eravamo persone normali che volevano cambiare la politica e fare qualcosa di buono per la propria città, poi con l’evolversi delle ingenuità e delle manipolazioni via web sono nati gli appetiti, la fame di emergere dei singoli, la voglia di essere famosi ed è venuto fuori il peggio», ha sottolineato la Salsi, secondo la quale «una volta che si sono affacciate le elezioni politiche», l’M5S è diventato «una macchina per il consenso di due sole persone, Grillo e Casaleggio“.

Un dubbio, quella della Salsi, che nella mente della consigliera (ora nel gruppo misto) ha trovato conferma con le mail rese note da un hacker nei giorni scorsi: «Da quello scambio emerge come un pool di persone abbia studiato strategie e fatto segnalazioni da Bologna a Grillo e Casaleggio per pianificare la mia espulsione dal gruppo”, ha rimarcato la Salsi ricordando la protesta che Bugani, insieme al collega Piazza, misero in atto, andandosi a sedere lontano da lei all’apice della polemica. Due consiglieri comunali, li ha apostrofati, “che mentre spiegavo come ero stata aggredita e apostrofata e minacciata di morte, mi davano la solidarietà e contemporaneamente complottavano pagliacciate, come quella alzarsi dallo scranno vicino a me in segno di disgusto e scherno”. (Ansa)