Anche nella mia regione, il Friuli Venezia Giulia, si sono accesi i riflettori della giustizia sull’uso dei fondi pubblici da parte dei consiglieri regionali. E’ da molti mesi che ripeto quello che penso sui costi della politica e sulla trasparenza, e che insisto perché si ascoltino le legittime richieste dei cittadini e si cambi sistema, radicalmente.

Ora siamo al dunque. Chi ha usato male i soldi pubblici non può ricoprire un incarico pubblico. Questo principio deve essere la base di chiunque si impegna in politica. Anche in Friuli Venezia Giulia ci sono stati troppi soldi a disposizione e senza regole: mi sono candidata alla presidenza della Regione anche per dare un colpo di spugna a questo sistema. Il taglio deciso dei costi della politica e la trasparenza assoluta sono nel mio Dna politico, nel mio discorso di accettazione della candidatura e nel mio programma di governo. Per chi ha seguito la mia attività in Friuli Venezia Giulia queste non sono novità, a solo titolo di esempio si possono rileggere alcuni interventi sul mio blog, come “I tagli necessari“, oppure “Donne sul web“. E prima ancora in varie dichiarazioni pubbliche.

Per questo su chi si candida con me non ci deve essere l’ombra di un sospetto, e farò di tutto affinché questo avvenga, cominciando dai candidati consiglieri del Partito Democratico.

L’altro giorno sono tornata a presentare un pacchetto concreto di proposte, ancora più dettagliato, che saranno alla base del primo disegno di legge che porterò all’approvazione della giunta regionale, una volta eletta alla Presidenza del Friuli Venezia Giulia. Un pacchetto che integra le misure elaborate dalla Conferenza Stato-Regioni e che il nostro Consiglio Regionale deve recepire per renderle effettive da subito. Sono norme che devono essere rese più incisive con cinque punti chiari:

  • taglio delle indennità dei consiglieri regionali, in modo da portarla a livello di quella dei sindaci dei comuni capoluogo;
  • eliminazione della quota con cui il consiglio regionale integra l’indennità di fine mandato dei consiglieri;
  • eliminazione del fondo riservato (25 mila euro l’anno) dei presidenti della giunta e del consiglio;
  • eliminazione della quota di indennità destinata al vitalizio, in forma contributiva, dei consiglieri regionali;
  • ripristino del registro delle dotazioni informatiche e di ufficio dei gruppi consiliari per poter destinare in beneficenza le dotazioni dei singoli consiglieri alla fine del loro mandato;

Sono interventi che il Friuli Venezia Giulia può attuare grazie alla sua autonomia, in tempi brevi senza dover aspettare l’arrivo della Guardia di Finanza in Consiglio regionale, com’è accaduto sotto la guida del pidiellino presidente della Regione, Renzo Tondo.

Alla riduzione dei costi deve accompagnarsi una grande operazione di trasparenza che consenta ai cittadini di conoscere l’andamento della spesa regionale per valutare il corretto impiego delle risorse pubbliche. Qualsiasi documento, anche non ufficiale, e qualsiasi informazione inerente a qualsiasi amministrazione pubblica deve essere accessibile a chiunque; nessun mandato di pagamento può essere efficace se non sarà disponibile online, corredato da tutta la relativa documentazione.

Trasparenza ed eliminazione degli sprechi sono il mio impegno per il Friuli Venezia Giulia.