Nell’Italia dell’ingovernabilità e delle tante incognite, c’è una certezza: Domenico Scilipoti, l’uomo in più di Berlusconi, il quale, con molta probabilità, tornerà in Parlamento. La via per tornare in pista è legata al fatto (altamente probabile) che il Cavaliere non occupi il seggio conquistato in Calabria. Il Pdl si porta a casa cinque seggi che mandano al Senato della Repubblica l’uscente Antonio Gentile, Nico D’Ascola, l’attuale assessore regionale Piero Aiello e il suo compagno di giunta Antonio Caridi.

A seguire in lista c’è il responsabile Domenico Scilipoti che ora, dunque, attenderà l’eventuale dimissione di Berlusconi se sceglierà di risultare eletto in un’altra regione. A completare il quadro del centrodestra al Senato c’è l’elezione di Giovanni Bilardi (attuale consigliere regionale della Calabria) nella lista Grande Sud. Il centrosinistra invece ha conquistato due seggi, tutti spettanti al Pd. Gli eletti al Senato sono Marco Minniti e Doris Lo Moro. I due grillini del Movimento 5 Stelle che varcheranno le soglie di Palazzo Madama sono Francesco Molinari e Nicola Morra.

L’ultima tornata elettorale apre le porte anche ad Antonio Razzi, altro ex Idv, che come Scilipoti è passato con Berlusconi votandogli la fiducia il 14 dicembre 2010. Il politico abruzzese, che in campagna elettorale andava dicendo: “Conme tornei di tennis, votatemi”, la spunta lasciando al palo il deputato Pd uscente Paolo Concia che su twitter commenta: “Entra Razzi non io… Mi dispiace per gli abruzzesi”. In un secondo tweet, indirizzato tra gli altri al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, Concia aggiunge: “Gli abruzzesi hanno preferito Razzi a me… Questa è la democrazia e la volontà del popolo”.

Scilipoti però non attende la decisione (scontata) di berlusconi è inizia subito a parlare da neo-eletto. “Desidero innanzitutto ringraziare gli elettori calabresi che mi hanno sostenuto ed hanno contribuito in maniera determinate all’affermazione del Pdl al Senato in Calabria”. E ancora: “Questa vittoria è la dimostrazione concreta che quello calabrese è un elettorato maturo che ha bisogno di certezze, credibilità e proposte concrete per il rilancio del territorio e non si accontenta della semplice protesta senza alcuna proposta”. Quindi conclude: “La prima cosa che intendo fare da neo senatore è mantenere gli impegni presi con i cittadini calabresi durante la campagna elettorale cominciando con il trasferire, nei prossimi giorni, la mia residenza in Calabria”.