Predicatori frenetici. Il presidente del Consiglio Mario Monti accomuna così, nell’ultima uscita della sua campagna elettorale alla conferenza stampa delle Tribune Elettorali su Rai2, Beppe Grillo e Silvio Berlusconi: “Siamo in mano a predicatori frenetici come Beppe Grillo che vuole uscire dall’Euro e un signore di cui non ricordo il nome che vuole cambiare la politica economica europea…”. In particolare il Professore dice di ritenere “salutare la domanda di Grillo che sale dalle piazze, perniciosa l’offerta di se stesso che viene dal podio. Noi abbiamo molto in comune con loro per l’insoddisfazione per quanto fatto dalla politica negli ultimi 15-20 anni. Ma quando si è trattato di risolvere davvero e non con le parole i problemi, la politica ha chiamato noi”.

E’ proprio Berlusconi, tuttavia, che finisce più spesso nel mirino di Monti: “Prima di me, poco fa, Berlusconi ha usato molte volte il verbo ho ereditato. Anch’io ho ereditato una situazione ben diversa da quella che lui dice di avermi lasciato. E’ chiaro che dovendo in pochissimi mesi ridare credito all’Italia in termini di fiducia, abbiamo dovuto drasticamente ridurre il disavanzo pubblico con una cura intensa associata a iniezione di terapie che possono far crescere l’economia più avanti con riforme strutturali. Abbiamo fatto una cura da cavallo per l’immediato e iniettato principi di crescita per il futuro è chiaro che il Pil è sceso e la pressione fiscale è salita in una situazione internazionale di crisi”. Il cosiddetto pacchetto d’urto proposto oggi, ha assicurato il Professore, “è un impegno che comporta una spesa di sei, sette miliardi a regime, cioè dopo tre anni. Ieri non potevamo farlo, oggi possiamo andare a Bruxelles per chiedere che sia permesso anche uno spostamento temporaneo del deficit se necessario”. “Di solito chi rompe paga e i cocci sono i suoi, qui chi ha rotto ha fatto pagare agli italiani e adesso vuole pure i voti”.

Monti conferma, citando il programma della sua lista, l’intenzione di tagliare il costo del lavoro, intervenire sull‘Irap e rilanciare le infrastrutture. Il professore ha parlato di uno stanziamento di 6-7 miliardi che consentirà nei prossimi anni di ridurre mediamente il costo del lavoro a tempo indeterminato di duemila euro, con un vantaggio per i singoli lavoratori di 100 euro mensili. “L’Italia non è più un sorvegliato speciale in Europa” e dalla seconda metà dell’anno “l’economia tornerà a crescere”.

Quanto alle alleanze, il capo del governo ha ripetuto più volte che è prematura qualsiasi previsione e comunque ha confermato che non è reale che possa governare con Vendola: “Mi sembra quasi impossibile, allo stato degli atti – dice – e del resto lo ha ripetuto spesso lo stesso Vendola che mi sembra preoccupato da questa eventualità”. “Ogni domanda sulle alleanze – ha ribadito – è veramente prematura. Ma non credano neanche a un grammo di ciò che ogni giorno va dicendo l’onorevole Berlusconi che ha che ha comprensibilmente ogni giorno il timore che i moderati lo lascino e dice che c’è un’alleanza tra Monti e il Pd: non c’è nessuna alleanza”.

Sul finire dell’intervista una scena inedita: Monti si è irritato, quando è stato sollecitato a chiudere perché il tempo a disposizione era finito. Il presidente del Consiglio ha contestato il fatto che a Berlusconi poco prima era stato concesso di parlare anche oltre il limite. “Il primo ospite – ha detto Monti – lo avete fatto strabordare. Anche quando era finito il tempo, lo avete fatto andare avanti a dire quanto fosse vitale…”.