In principio fu Maurizio Crozza, che pochi giorni dopo la prima conferenza stampa del governo Monti, s’inventò Monti-Robot, inchiodando il Presidente ai tratti principali del suo eloquio: la tendenza a parlare lentamente, con pause lunghe, ritmo monotono e tono grave. Tutte caratteristiche che, da un lato, paiono esprimere una personalità incline al riserbo e all’autocontrollo (la ben nota “sobrietà“); dall’altro però ci restituiscono l’immagine di un Monti privo di emozioni e incapace di suscitarle.

Poi venne la campagna elettorale che si portò dietro, come molti hanno osservato, la cosiddetta “svolta comunicativa” di Monti (che per me svolta non è): dalla sobrietà alla politica pop in men che non si dica. Ma veniamo ai giorni nostri. Lunedì sul Giornale appare Berlusconi che abbraccia un cucciolo, una cagnolina trovatella, dicono, che gli ha regalato Maria Vittoria Brambilla e non a caso si chiama Vittoria (anche perché significa: «Vinceremo!»):

Berlusconi abbraccia la cagnolina Vittoria

Infine ieri. Bi-sò-gna-scal-dà-re-l’im-mà-gi-ne-di-Mòn-ti, devono essersi detti quelli dello staff. Bà-sta-Mòn-ti-Rò-bot. Detto e fatto. Ecco allora lo spot in Obama-Romney-style che mostra Monti fra moglie e nipotini (Spread incluso). E pure Monti vuo’ fa’ l’americano, insomma, proprio come ha fatto Renzi (ma attenzione: a Renzi ha portato male). Un problema fondamentale è la voce off, ovviamente, che resta monotona e inespressiva, in perfetto Robot style (non si cambia un modo di parlare in venti giorni).

Cambia anche l’immagine che fa da sfondo alla pagina Facebook di Monti (non fra cuccioli, ma fra gggiovani):

Monti fra i giovani

Ed ecco il colpo finale: l’ospitata a Le invasioni barbariche, dove Daria Bignardi lo prende (benevolmente) in giro per la scarsa empatia (lei algida, lui Monti-Robot duettano a colpi di ironia), gli piazza in braccio un cucciolo, twitta con lui, gli offre una birretta. Il tutto puntualmente ripreso ed enfatizzato su Twitter dallo staff. Il più bel regalo comunicativo che una trasmissione televisiva potesse fargli. E non vale storcere il naso, perché è perfetto per il target elettorale di Monti, è a quello che si rivolge. Problema: non basta dire “Sii empatico” a uno per renderlo davvero empatico. Anzi, lo si condanna a un ben noto paradosso della comunicazione, un po’ come dirgli “Sii spontaneo”.

Empatico, vede che si può

Embatico? Vede che si può

Monti, mi sento magnificamente

Monti con cane

Monti, Viva l'empatia!