“Le idee camminano sulle gambe degli uomini” diceva il socialista “padre della Patria” Pietro Nenni e quindi si potrebbe anche dire che a secondo di dove vanno quelle gambe le idee una volta concretizzate in una qualche forma possono anche seguirle. Ma quando la produzione di quelle idee ha un costo, e soprattutto un costo gravato su una comunità, non dovrebbe essere agevole anche per chi le ha ideate prenderle e portarle via. E invece non l’ha propria pensata così il critico d’arte Vittorio Sgarbi che da sindaco del Comune di Salemi ha finanziato nel 2011 con 102mila euro, soldi pubblici, la creazione di un museo, “il museo della follia”, prevedendo una serie di installazioni presso l’ex collegio dei gesuiti, ma poi, di fatto, “quel museo a Salemi non c’è mai stato”.

I commissari straordinari Leopoldo Falco, Nicola Diomede e Vincenzo Lo Fermo, che gestiscono l’amministrazione comunale di Salemi dopo lo scioglimento per inquinamento mafioso di Consiglio e Giunta, hanno oggi fatto causa a Sgarbi. La scorsa estate per loro è stata una sorpresa leggere sulla stampa che le installazioni del “museo della follia”, creato nel 2011 a Salemi da Sgarbi, si trovavano esposte a Matera, presentate come ideate e create dalla Fondazione Sgarbi. Nessun cenno al Comune siciliano.

Cercando tra i documenti hanno solo trovato le delibere con le quali fu finanziata la creazione del museo, e nei locali dell’ex collegio dei gesuiti a Salemi dove il museo avrebbe dovuto trovarsi, i commissari hanno trovato solo qualcosa, ma nulla di artistico. I commissari hanno scoperto che a parte le delibere ed i mandati di pagamento del “museo della follia” non si era mai visto nulla a Salemi: “Il museo – dice il prefetto Leopoldo Falco – qui non c’è mai stato”.

Quando è stata chiesta a Sgarbi la restituzione delle opere si sono sentiti rispondere che non avevano nulla a pretendere. “Macché proprietà del Comune di Salemi – ha attaccato Sgarbi – Quelle opere sono tutelate dal diritto d’autore e quindi sono mie“. Nella delibera è scritto che l’impianto museale è previsto che sia itinerante e quindi per Sgarbi è tutto in regola. Intanto a Sgarbi è giunta la citazione dinanzi al tribunale civile da parte del Comune di Salemi che rivendica la proprietà delle opere e chiede la restituzione e il risarcimento del danno, mentre la Procura di Marsala ha deciso di scrivere nel registro degli indagati l’ex sindaco.