Torna il terrorismo in Turchia: un addetto alla vigilanza turco è morto e altre due persone sono rimaste ferite in un attentato suicida contro l’ambasciata Usa. Il kamikaze si è fatto esplodere all’interno di un gabbiotto della sicurezza davanti a un ingresso laterale della rappresentanza diplomatica, nel cuore di Ankara. La Cnn turca ha riferito di testimoni che hanno visto il kamikaze avvicinarsi all’edificio ed attraversare il cancello verso il compound super-protetto che si trova nel quartiere Cankaya in cui sorgono numerose ambasciata e istituzioni.

Secondo il ministero degli Interni turco, l’attentatore era un esponente di un gruppo di estrema sinistra fuorilegge. Il ministro Muammer Güler non ha fatto il nome del gruppo, ma per la stampa locale si tratta del Partito/Fronte rivoluzionario popolare di Liberazione (DHKP/C). L’attentatore sarebbe il trentenne Ecevit Sanli, con precedenti penali per i quali ha trascorso del tempo in prigione. L’attentato di oggi, secondo il sito del quotidiano Hurriyet, ha molti elementi in comune con quello che l’11 settembre 2012 ha colpito una stazione della polizia nel quartiere Sultangazi di Istanbul, in cui sono morti l’attentatore e un agente e altre sette persone sono rimaste ferite. Anche in quel caso il kamikaze, Ibrahim Cuhadar, era un esponente del DHKP/C con precedenti penali. Prima che il ministro degli Interni spiegasse la matrice dell’attentato di oggi ad Ankara, il premier Recep Tayyip Erdogan aveva confermato che si è trattato di un attentato terroristico.

La Turchia è un alleato chiave degli Usa nella regione ed è stata teatro negli ultimi anni di attacchi da più fronti: il radicalismo islamico, gruppi di estrema sinistra e di estrema destra, i separatisti curdi del Pkk. La maggiore minaccia proviene proprio dal Partito dei Lavoratori del Kurdistan, ma il Pkk ha focalizzato la sua campagna soprattutto contro obiettivi nazionali. L’ultimo grande attentato ad Ankara del 2007, che fece nove morti e 120 feriti nel quartiere turistico di Ulus, fu attribuito a un cane sciolto dell’estrema sinistra. Membro della Nato e Paese a maggioranza musulmana, la Turchia ha avuto negli ultimi mesi un ruolo crescente nella crisi in Siria, dove si è schierata con i ribelli nella rivolta contro Bashar al-Assad e, da ultimo, ospita centinaia di soldati dell’Alleanza Atlantica (americani, tedeschi e olandesi) per gestire il sistema di difesa anti-missile Patriot lungo la frontiera siriana. I Patriot statunitensi in particolare cominceranno ad essere attivi nei prossimi giorni.

L’ambasciatore statunitense Francis Ricciardone ha dichiarato che l’attacco “non compromette le relazioni turco-americane, continuiamo a vedere la Tuchia come un amico”. L’ambasciata ha anche diffuso un comunicato in cui “si ringraziano le autorità turche per il loro rapido intervento”. Il governatore di Ankara, Alleaddin Yuksel, parlando ai giornalisti al fianco dell’ambasciatore, ha confermato la morte di due persone e il ferimento di un’altra. Quest’ultima sarebbe una giornalista di 38 anni, Didem Tuncay, ex-reporter della Tv privata Ntv. Secondo Hurriyet la donna si trova in “condizioni critiche” dopo essere stata ferita alla testa. Al momento dell’attentato stava entrando nell’ambasciata per chiedere un visto per gli Stati Uniti.