Ho firmato l’appello che Don Ciotti e Libera stanno facendo girare si Internet per chiedere liste pulite: a tutti non solo ad alcuni. La trovo una richiesta legittima, bella e molto franca.

Siccome, personalmente, non vivo solo di pulizia, anche se la ritengo elemento essenziale delle nostre relazioni vorrei anch’io fare un sommesso e accorato appello affinché, all’igiene politica del futuro parlamento si affianchi anche una igiene composta da conoscenza e competenza. Che si traduca la scelta degli eletti in scelta dei migliori.

In tutti i sensi non solo dal punto di vista del casellario giudiziario.

Mi piacerebbe che la politica fosse fatta di visioni e non di transazioni affaristico-partitiche ma mi domando se il solo requisito della illibatezza penale sia di per sé sufficiente: a leggere la lettera di Franca Rame parrebbe di si. A dirla tutta, parrebbe che tale requisito debba valere solo per Bersani esentando gli altri partiti da questo sforzo.

Ora io ritengo che, parimenti al rischio della igiene politica dubbia, per come si sta reclutando forza lavoro da mandare in parlamento, il maggior rischio lo si corra mandando onesti ed encomiabili incompetenti.

Storia vecchia, nulla di nuovo: Nei primi anni 90 ci fù la moda degli artisti e quindi ogni partito si sentì in dovere di mandare un divo della Tv o della canzone in parlamento. Poi ci fu quella dei professionisti per cui il grande principe del foro o l’oncologo di fama non potevano mancare. Oggi, che tutti i mestieri sono assorbiti dal roboante concetto di Società Civile la scelta si fa ancor più spasmodica e fumosa.

La mia impressione è che la selezione della classe dirigente stia diventando sempre di più il vero reality show di questo paese: dove al vecchio arnese della politica affiancheremo le testimonianze del fallimento nazionale quali il cassa integrato, il disoccupato, il precario e della finta modernizzazione sociale con la casalinga, il diversamente abile, l’omosessuale, l’immigrato.

Ma ancor peggio di questa impressione è il timore che nessuno si interroghi sulle competenze, oltre che dei vecchi arnesi, anche dei nuovi arrivati perfezionando, con rara perspicacia, la discesa verso l’abisso. Che temo possa esserci, in questa tornata, fatale.