Mario Draghi al Colle. Ilda Boccassini a processo. Ne ha per tutti Silvio Berlusconi nell’ultima puntata della sua occupazione mediatica pre elettorale. Ospite di Ombibus, il Cavaliere ha continuato sulla strada tracciata da qualche giorno a questa parte, ovvero quella dello scontro frontale a suon di decibel e di stilettate. Contro tutti, ma soprattutto nei confronti dei giudici di Milano e di Mario Monti, verso cui emerge una strategia ad hoc. Innanzitutto le accuse dirette, ripetute in ogni apparizione: “Monti è un bluff”, “è un leaderino”, “sue parole una mascalzonata”, “io pifferaio? Lui mi tasserà anche il piffero”. Sullo sfondo, però, i veri protagonisti della strategia elettorale di Silvio Berlusconi sono i numeri e le percentuali dei sondaggi. Dei ‘suoi’ sondaggi. Perché non tutti i lavori degli istituti di statistica riflettono ciò che il Cavaliere va ripetendo a destra e a manca. Anzi. Per molti, l’ex rettore della Bocconi non solo non è un “leaderino di centro”, ma la sua figura sarà fondamentale per la governabilità del Paese perché la coalizione di centro oscilla dall’11 al 15% dei consensi al Senato. Ovvero dove si gioca la vittoria delle elezioni. E se a Palazzo Madama Monti prendesse davvero il 15%, allora sarebbe in grado di ritornare a essere arbitro – questa volta squisitamente politico – di chi si troverà ad avere la maggioranza alla Camera. Secondo Euromedia (la società di statistica vicina al Cavaliere), del resto, l’area Monti al Senato raccoglierebbe dal 12 al 15% delle preferenze, proiezione vista al ribasso da Ipsos di Nando Pagnoncelli, per cui la coalizione di centro varrebbe l’11-12% dei voti. Che sia l’11 o il 15%, tuttavia, un fattore appare certo: Monti sarà determinante. E i suoi avversari lo sanno. Bersani insiste con le prove tecniche di dialogo, il Cavaliere no: non può più farlo. E quindi l’attacco all’Ok Corral. 

B. e l’ossessione dei sondaggi La rimonta di B. è possibile? “Lo dicono i sondaggi”. Mario Monti attacca a testa bassa? “E’ preoccupato dai sondaggi che lo indicano come un leaderino di centro”. Il vero avversario del Pdl? “E’ il Pd, come emerge dai sondaggi”. Nelle ultime puntate della sua occupazione mediatica, Silvio Berlusconi punta forte sulla specialità della casa: i numeri. Quelli degli istituti di statistica a lui vicini (in primis Euromedia), che – come detto a Lo Spoglio su Sky e ripetuto a Omnibus – lo danno a soli 4,5 punti di distacco dai democratici del candidato premier Bersani. E alla faccia dei rilevamenti di altri, autorevoli società di statistica, che danno il Cavaliere staccato ancora di 9/10 punti dal Partito democratico. Berlusconi, però, di questa forbice non vuole sentir parlare e sempre sui numeri si basa la nuova offensiva nei confronti del Professore, accusato di essere “sotto choc per i sondaggi che lo indicano come uno dei leaderini del centro” (“Oppure come diceva Flaiano –  ha aggiunto Berlusconi a La7 – l’insuccesso dà alla testa, certo che è un Monti molto diverso da come credevamo e noi ci eravamo cascati”). Anche in questo caso, tuttavia, l’ex premier sottovaluta le proiezioni, con gli stessi sondaggi a cui lui crede che danno Monti vicino al 15% al Senato, dove si gioca la vera partita delle elezioni.

“Draghi al Quirinale? Lo voterei?” – Non dice il ‘suo’ nome, quello che aveva annunciato ieri come “molto gradito” alla sinistra. Ma Silvio Berlusconi un endorsement per il successore di Giorgio Napolitano lo ha fatto. “Assolutamente sì. Se ci fosse una maggioranza che lo proponesse, io lo voterei” ha detto a Omnibus alla domanda se voterebbe Mario Draghi come presidente della Repubblica. Draghi ascrivibile alla sinistra? “No – ha detto Berlusconi – sono io che l’ho voluto alla Bce ed abbiamo un presidio che ci tranquillizza”. Ma a negare la disponibilità alla candidatura è il diretto interessato che, fa sapere il suo portavoce, “è impegnato alla guida della Bce” e il suo incarico “dura fino al 31 ottobre 2019”. In più, aggiunge, Draghi “è determinato ad assolvere al suo mandato fino al termine fissato”.

“La Boccassini andrebbe processata” – Non poteva mancare l’affondo sulla Procura di Milano, i cui giudici “dovrebbero andare sotto processo perché che sono mostruose macchine di diffamazione. E’ uno scandalo vero”. Nel mirino, in particolare, Ilda Boccassini, “che dovrebbe andare sotto processo per un sacco di buoni motivi”. Uno tra gli altri, “aver impiegato ingenti risorse dello stato su un’accusa inesistente”, ha detto il leader del Pdl a proposito del caso Ruby. L’ex premier ha polemizzato anche e soprattutto sulla decisione dei giudici milanesi di non sospendere il processo per il periodo elettorale. “Secondo la Boccassini – ha detto – io non conto niente, non faccio campagna elettorale, non tengo insieme il centrodestra. La Boccassini ha fatto riferimento al fatto che non sono candidato premier”, quando, ha ricordato il Cavaliere, è il Presidente della Repubblica che dà l’incarico.

Il Cavaliere e il fact checking: “Dico solo cose vere” – “Di solito i politici raccontano tante storielle, io no, sono un imprenditore legato alle cose concrete, posso incorrere in alcuni errori ma dico solo cose vere”. Ha aperto così la sua intervista di ieri a Lo Spoglio su SkyTg24, dover Silvio Berlusconi, ha risposto alle domande di Ilaria D’Amico e assicurato che “Alfano sarà premier” e che “si troverà una convergenza con la Lega“. Poi la replica a Monti, che dagli studi di Porta a Porta lo ha paragonato al “pifferaio magico” e, oltre a definire lui “un bluff” che “ha zero credibilità” e le sue parole “una mascalzonata”, ha aggiunto che il Presidente del Consiglio “in 13 mesi ha alzato le tasse di 3 punti percentuali” e ora “vuole tassarmi anche il piffero”. E in vista delle politiche ha citato il trend positivo del centrodestra “sotto di soli 4,1 punti” rispetto alla formazione di Bersani. Un quadro che emerge dai sondaggi Euromedia “che sono sempre risultati corretti” dove “il centrodestra è al 34,2 %, il Pdl al 23,1, il centrosinistra al 38,3. Il centrino è all’11: Udc al 4, Fli ha raggiunto la vetta di 1, mentre la ‘scelta cinica’ è al 7″. Ha spiegato che scriverà “un nuovo contratto con gli italiani” anche se “quello precedente è stato rispettato all’80%” e ha detto che ”noi in 9 anni abbiamo fatto più cose di tutti e 50 i governi messi assieme”.

Processo Ruby – I primi momenti dell’intervista si sono concentrati sul caso Ruby, nel giorno in cui i giudici di Milano hanno respinto la richiesta di sospensione del processo avanzata dai difensori dell’ex premier. Un processo definito “una comica, una farsa, una montatura diffamatoria. Non c’è nulla di vero, è solo un modo per diffamare una persona”. E ha sottolineato ancora una volta che “una parte della magistratura usa la giustizia a fini politici per eliminare l’avversario. Sono tutte cose che non hanno riferimento con la realtà, si spendono solo soldi pubblici e anche soldi miei. E’ stato fatto un grande clamore -avverte- solo per venirmi contro e per attaccarmi come immagine e patrimonialmente”. 

“Alfano premier. Noi liste più pulite del Parlamento” – Berlusconi ha specificato che chi vota per il centrodestra vota “per Angelino Alfano candidato premier e la Lega è d’accordo”. E aggiunge: “C’è una legge elettorale che comporta che si dia indicazione del capo della coalizione. Il candidato premier non esiste, perché è il presidente della Repubblica che deve dare l’incarico di formare il governo. Quando ci sarà una coalizione vincente, il Capo dello Stato si rivolgerà a questa coalizione e chiederà di indicare il premier. Se vinceremo come io penso e se nella coalzione noi saremo il partito con più voti, indicheremo Angelino Alfano e nel suo governo io mi occuperò del ministero Economia e Sviluppo, con poteri nuovi che ci verranno dalla riforma della Costituzione, la cosa più importante per avere un Paese governabile”. Ha assicurato che “siamo la lista più pulita del Parlamento” ma che non sarà inserito “nessun giocatore del Milan, neanche Gattuso“. Nonostante “la convergenza” annunciata con la Lega, perché il Carroccio ha indicato “Tremonti premier” nel simbolo? “E’ una birichinata… ma loro avendo il 5-6% non hanno nessuna possibilità di indicare il premier”. Per lui, dunque, si tratta “solo di una indicazione pubblicitaria. Essendo Tremonti persona seria e capace si avvalgono di averlo con loro”.

Candidati e condannati in Parlamento – Sulla candidatura di parlamentari indagati e condannati ha aggiunto: “Noi non siamo giustizialisti ma garantisti – ha spiegato- Il comitato di presidenza del mio partito si è riunito e sui nostri 420 parlamentari solo uno ha avuto una condanna definitiva. Quanto ai candidati indagati e con condanna non definitiva, ci sarà una commissione di nostri parlamentari avvocati che deciderà guardando le carte”. E anche se i suoi avvocati Ghedini e Longo, entrambi parlamentari, “hanno delle resistenze in proposito, io insisterò per candidarli”. Anche sulla candidatura di Nicola Cosentino, quindi,”valuterà il comitato” e quanto a Marcello Dell’Utri afferma che non sarà candidato, perché “la sua candidatura sarebbe strumentalizzata dai nostri avversari”. 

Il Professore e le tasse – Monti sull’Imu “ha cambiato posizione come fa spesso, raggiungendo uno zero di credibilità che i cittadini conoscono bene”. Berlusconi conferma che il Pdl in caso di vittoria “eliminerà subito” la tassa sulla casa “e i comuni non si devono preoccupare perché gli stessi soldi arriveranno direttamente dal ministero del tesoro” attraverso la tassazione su alcuni prodotti, come il tabacco, l’alcol, i giochi. Per Berlusconi “Bersani e Monti hanno cambiato parere perché nei loro programmi non c’era affatto l’abrogazione dell’Imu”. In più, aggiunge, “in tanti anni di governo non ho mai aumentato le tasse, non ho mai messo le mani nelle tasche degli italiani e ho sempre mantenuto i conti in ordine”.

Abolizione del finanziamento pubblico dei partiti – Ha detto di volere realizzare il provvedimento entro il primo mese di governo oltre “il dimezzamento del numero dei parlamentari [già promesso da Monti, ndr] e dei consiglieri regionali”. “Probabilmente non dovremo restituire il finanziamento pubblico perché non lo riceveremo. Non spendiamo niente, non ha visto che non c’è un solo manifesto del Pdl?”. Poi aggiunge: “Mi impegno a presentare nel primo mese di governo una legge per abolire il finanziamento pubblico dei partiti”.