“Proponiamo riciclati ai cittadini”. Si infiamma la polemica sulle bacheche facebook dei militanti lombardi 5 Stelle dopo la decisione di Silvana Carcano, capolista per la regione e vincitrice delle parlamentarie in Lombardia, di inserire in lista Antonio “Endrix” Endrizzi, già assessore del comune di Faloppio in provincia di Como fino al 2010 e, soprattutto, ex Forza Italia e Popolo della Libertà. Non solo: si era candidato alle scorse amministrative 2012 a Como nella lista Patto per Como di Francesco Peronese di area Pdl contro i 5 Stelle. E proprio gli ‘amici’ del Pdl pochi giorni fa hanno raccolto le firme per il Movimento in Lombardia. Si sono organizzati sul sito Forza Cavallasca, “di estrazione cristiana e liberale” e si definiscono “un gruppo di persone determinate che intendono agire alla luce del sole e che si riconoscono negli ideali del Popolo della libertà“.

Prima le amministrative in area Pdl, poi sette mesi dopo Endrizzi entra nella rosa dei candidati di Grillo. “Ha ammesso lui stesso di essere stato iscritto a Forza Italia e poi al Pdl, su una pagina facebook che poi ha cancellato – spiega Pasquale Caterisano dei 5 Stelle Cantù-Erba – ma c’è chi ha ripescato le sue frasi nella cache di Google. In più oggi chi raccoglie le firme per lui è di area Pdl”. I sostenitori di Forza Cavallasca hanno anche pubblicato un sondaggio sul sito in cui chiedono “Se dovessi decidere oggi, tu chi voteresti?”. Il risultato: al primo posto il Movimento5 Stelle e al secondo Fratelli d’Italia, la formazione ‘scissionista’ di Ignazio La Russa, Guido Crosetto e Giorgia Meloni. Con il caso di Endrizzi, osserva Caterisano, i militanti a Como “hanno generato i loro candidati con meccanismi di rappresentanza non previsti dalle regole del M5S nazionale, creando nel contempo problemi gli altri attivisti della provincia a loro non graditi”.

Per parte sua, l’ex assessore non trova nulla di sospetto nella vicenda. Ammette di essere stato iscritto prima a Forza Italia poi al Pdl nonostante non abbia “mai ricoperto incarichi all’interno del partito”. Quindi, non si candida in violazione del Non Statuto 5 Stelle che all’articolo 5 scrive: “Il MoVimento è aperto ai cittadini italiani maggiorenni che non facciano parte, all’atto della richiesta di adesione, di partiti politici o di associazioni aventi oggetto o finalità in contrasto con quelli sopra descritti”. Eppure i suoi ‘amici’ del partito di Berlusconi hanno raccolto le firme per i 5 Stelle. “E’ un episodio che è stato strumentalizzato. Conoscevo un consigliere di Cavallasca che è un amico e si è offerto di darci una mano”.

Ma il passato nel centrodestra, visto che ha cancellato le dichiarazioni dal web e l’ha omesso nel curriculum sul sito di Grillo è da cancellare? “Inserirlo non era un obbligo. E non mi sembra che la cosa interessi ai militanti“. E invece ai militanti interessa eccome: in rete sono centinaia i commenti contro di lui e su Facebook è stata pure lanciata una petizione per espellerlo dal movimento. “Tutto montato ad arte”, prosegue. Ma non sa dire né perché, né da chi. In più, appena sei mesi fa si era candidato contro Grillo. “La mia era una lista civica per le amministrative. Una volta finite le comunali, liberi tutti. Un amico era già nel movimento, che io conoscevo poco. Così poche settimane dopo mi sono iscritto”. Liberi tutti, si va nei 5 Stelle.

La replica dell’ufficio stampa regionale del M5S: “Nell’articolo ci sono alcuni falsi”
Spettabile redazione,

in relazione all’articolo vi chiediamo di rettificare urgentemente quanto erroneamente riportato. Non vogliamo affatto negare che su Como sia in corso un acceso dibattito interno, ma ci riferiamo a 3 passaggi assolutamente FALSI, ripetuti in diversi paragrafi, e precisamente:

1) LO SCANDALO DEL CERTIFICATORE DEL PDL
“In più oggi chi gli raccoglie le firme per lui è di area Pdl” + “Eppure i suoi ‘amici’ del partito di Berlusconi hanno raccolto le firme per i 5 Stelle” – E’ assolutamente normale e perfettamente legale che i certificatori delle firme siano di un’altra formazione politica, ed è una scelta obbligata per una forza politica che ha pochissimi certificatori propri. Ad esempio durante la campagna di Milano 2011 abbiamo avuto tra gli altri anche il poi Presidente del consiglio Basilio Rizzo

2) LE REGOLE DELLA CANDIDATURA NON RISPETTATE
“Ha ammesso lui stesso di essere stato iscritto a Forza Italia e poi al Pdl” + “Con il caso di Endrizzi, osserva Caterisano, i militanti a Como ‘hanno generato i loro candidati con meccanismi di rappresentanza non previsti dalle regole del M5S nazionale, creando nel contempo problemi gli altri attivisti della provincia a loro non graditi” + “In più, appena sei mesi fa si era candidato contro Grillo” + “Liberi tutti, si va nei 5 Stelle” – Non è stata violata nessuna regola. Il m5s chiede ai suoi iscritti di non avere attiva nessuna tessera di partito all’atto dell’iscrizione. Nessuna regola del m5s fa riferimento a lassi temporali che devono intercorrere tra la chiusura di una precedente iscrizione. Suggerire o riportare sulla stampa nazionale online l’opinione personale di un attivista ma non basata su alcun fatto, non vi legittima a diffondere notizie palesemente false.

3) LA DIRIGENTE CARCANO FA LE NOMINE
“Dopo la decisione di Silvana Carcano, capolista per la regione e vincitrice delle parlamentarie in Lombardia, di inserire in lista Antonio ‘Endrix’ Endrizzi” – Un altro grande falso. Nel M5S non ci sono nomine, collegi direttivi, scelte dall’alto. Silvana Carcano non ha quindi nominato nessuno ma ha preso atto delle decisioni dei i cittadini di Como e provincia. Tutto l’iter che ha portato alla formazione della lista ha seguito le regole del m5s e il processo è stato condiviso pubblicamente in ogni sua fase, dalle candidature alle Regionarie (le primarie interne). Deve insomma risultare chiaro che la lista di Como è stata democraticamente scelta dalla maggioranza degli attivisti di Como e da nessun altro. Ricordiamo che il metodo DEMOCRATICO del M5S si esprime attraverso partecipazione diretta dei cittadini al dibattito politico. Endrizzi era persona conosciuta ed ha dichiarato il suo passato, nonostante o forse indipendentemente da ciò è riuscito a farsi votare candidato per quella circoscrizione. Certo i tempi voluti dalla casta per queste elezioni non hanno facilitato una completa circolazione delle informazione sul candidato. Siamo però contenti, che nonostante ciò il M5s si è mostrato in grado di gestire il caso attraverso un dibattito aperto, seppur volte con toni accesi e soprattutto perchè questo caso ha cominciato ad essere discusso internamente dai cittadini PRIMA che la lista fosse presentata. Questo vuol dire che il nostro sistema funziona!

Risponde Eleonora Bianchini
Nella vostra richiesta di rettifica, che parla di tre “falsi”, non c’è alcuna smentita nel merito del contenuto dell’articolo. Nel pezzo, infatti, non si parla dei “certificatori” a cui voi fate riferimento e, proprio per evitare qualsiasi malinteso, si specifica che la candidatura di Endrizzi non viola il non statuto. Ragion per cui nell’articolo, a scanso di equivoci, viene riportato l’articolo 5 del regolamento 5 stelle che parla del tesseramento presso altri partiti. Non è stato nemmeno scritto che la capolista Carcano fa le nomine, ma è stato specificato che nonostante le polemiche il nome di Endrizzi è ancora in lista. In più, è stato sentito sia il militante che ha sollevato la candidatura di Endrizzi, sia il diretto interessato. Quindi, nessun “falso”.