Questa è la ciliegina sulla torta. L’ultima presa in giro che la Ministra Fornero lascia in eredità al paese. Parliamo del decreto che stabilisce un giorno di paternità obbligatoria per i neo papà del 2013, 2014 e 2015. Che significano 24 ore di paternità obbligatoria? Il solo concetto è ridicolo.

Se l’intento era quello di aiutare le madri, è uno sfottò.

Se invece l’intento era di influire sulla mentalità tipicamente italiana, dove la la maternità pesa quasi esclusivamente sulle spalle delle donne, allora il decreto oltre che inutile è pure dannoso. L’obbligo delle 24 ore a casa è niente più che un giorno di vacanza retribuito (per la precisione se ne possono chiedere anche altri  due di congedo facoltativo). E durante quelle 24 ore il novello padre potrà ripulirsi la coscienza per tutti gli altri giorni in cui invece non ci sarà.

Se infine si cercava veramente di dare la possibilità ai padri di occuparsi della famiglia, allora si doveva fare come nella Germania della Merkel, dove si possono prendere fino a 12 mesi di congedo al 67 per cento di retribuzione. Oppure come la Norvegia dove i mesi sono 3 al 100 per cento. O come la Svezia, veri pionieri del campo, dove già siamo a 2 mesi di congedo obbligatorio all’80 per cento dello stipendio e si discute se non sia il caso di portarlo a 3.

Un giorno è una minuscola foglia di fico per poter dire: abbiamo fatto il possibile, perché di soldi non ce n’erano. Ma i soldi, come abbiamo capito fin troppo bene, quando si vuole si trovano. Vedi i 120 milioni per l’editoria di partito stanziati semiclandestinamente nella spending review pochi giorni prima di Natale.

Il decreto entrerà in vigore in questi giorni, probabilmente settimana prossima, quando la Corte dei Conti darà l’ok anche ai fondi per i voucher destinati alla conciliazione famiglia-lavoro (300 euro mensili per pagare la baby sitter quando si torna al lavoro). Sempre meglio che niente, almeno su questo punto è un passo avanti. Ma sulla paternità obbligatoria tanto valeva non sprecare quei soldi e spenderli in altro modo. Io ne ho in mente almeno quattro: 1)  Per altri voucher baby sitter. 2) Per potenziare gli asili nido. 3) Per defiscalizzare il lavoro femminile. 4) Per favorire il part time.

Se avete altre idee, suggerite su twitter: @caterinasoffici