”Su Alitalia rifarei la stessa scelta. Il nostro paese non può non avere una propria compagnia di bandiera. Se Alitalia fosse caduta nelle mani di Air France tanti turisti sarebbero finiti a visitare i castelli della Loira invece che nelle nostre città d’arte”. Silvio Berlusconi ai microfoni di Teleradiostereo 92.7 ribadisce la sua posizione a favore della c0rdata italiana. Già nel 2008 la volontà di tenere la proprietà dell’azienda entro i confini nazionali era stata argomento di campagna elettorale, in contrapposizione con l’esecutivo Prodi che, al contrario, mirava a portare a termine l’accordo con Air France-Klm. Un’ipotesi di fusione che in questi giorni, come scrive oggi Il Messaggero, dovrebbe essere chiuso prima dell’estate con una fusione tra le due. Sfuma del tutto, quindi, l’ipotesi dell’italianità promossa dal Cavaliere. E “a partire dal 12 gennaio – scrive il quotidiano romano – la cordata guidata da Intesa Sanpaolo potrà infatti cedere sul mercato le proprie quote, che però sono soggette a un diritto di prelazione proprio dei soci”. Gli imprenditori della cordata italiana, già in passato tanto caldeggiata dal Cavaliere, sono il gruppo Riva, lo stesso dell’Ilva di Taranto, Roberto Colaninno, Benetton, Aponte, Fratini, Unipol, Clessidra, Toto e Fossati. Infine Marcegaglia, Bellavista Caltagirone , il gruppo Gavio, Davide Maccagnani, Tronchetti Provera e Intesa Sanpaolo.

Nel corso dell’intervista, l’ex presidente del Consiglio ha parlato anche di Mario Monti, che si è trasformato da ‘leaderino’ a “comparsa”, peraltro di breve durata e “come tutti gli altri e si è messo insieme a un’accoppiata, Fini e Casini, che te la raccomando”. Come se avesse dimenticato che i leader di Fli e Udc sono stati in passato i suoi alleati. Sul fronte Pd, invece, B. definisce  “Bersani umanamente simpatico” e gli riconosce che “fa politica con idee molto chiare, è persona di buon senso”. “Peccato – prosegue – che si porti dietro l’ideologia e il carico di tasse. Il suo programma prevede infatti la patrimoniale e l’aumento dell’Iva“. Ha anche richiamato nuovamente gli elettori al voto utile: “Io spero che gli italiani votino o per il Pd o per il Pdl”, ha detto. “Non devono disperdere i voti verso i piccoli partiti che – avverte – sono solo d’intralcio e che pensano solo ai loro interessi”.  Anche se in un’intervista al Giornale dell’Umbria e a Umbria Tv ha invece dichiarato che ”Bersani è un grigio burocrate comunista” e ha detto di non volere “che il Paese vada in mano a una sinistra che è la stessa di sempre, con gli stessi vizi e il medesimo modo di pensare”.

Quanto al problema dei rifiuti, per Berlusconi ”dobbiamo farla finita di essere arretrati. In tutto il mondo il problema si risolve con i termovalorizzatori. Non hanno nessun impatto ambientale. All’estero si costruiscono nelle città anche vicino agli ospedali. Da noi no”. Parlando dell’emergenza rifiuti poi ha spiegato: “Sono stato a Napoli 58 giorni. Quando sono andato via ho invitato ad aumentare la raccolta differenziata, a costruire due termovalorizzatori, a fare due nuove discariche. Indicando i siti per le discariche e per i termovalorizzatori. Oggi a Napoli si risolve il problema dei rifiuti portandoli all’estero. L’Italia dimostra in questo modo di non essere in grado di fare da sola”. Infine insiste ancora una volta sugli interventi dell’agenda Berlusconi, che sono riforma costituzionale, seguita da quella del mercato del lavoro e pensioni e dall’abolizione dell’Imu, visto che che “i 4 miliardi dell’Imu sono poca cosa a fronte di una spesa pubblica di 800 miliardi di euro”.”Il mio primo provvedimento – conferma – sarà l’avvio della riforma dell’architettura istituzionale. Oggi in Italia il primo ministro non ha poteri, i tempi di approvazione di un disegno di legge sono troppi lunghi, la Corte costituzionale non è più un’istituzione di garanzia ma – ribadisce – un organismo politico della sinistra. Per questo urge una riforma costituzionale”.