Torna, non torna? Resta a Cuba, rientra a Caracas? E soprattutto, come sta davvero il presidente Hugo Chavez? Non si parla d’altro in Venezuela in questa drammatica fine dicembre 2012. Il presidente, uscito vincente con dieci punti percentuali di vantaggio sullo sfidante Capriles alle elezioni presidenziali dello scorso 7 ottobre, è in convalescenza all’Avana, dove è stato operato d’urgenza per la quarta volta in un anno e mezzo. Il dramma personale di Chavez è inscindibile dalle sorti politiche del Venezuela, dove il 10 gennaio il presidente è atteso per l’insediamento del nuovo governo. Quell’incoronazione democratica, lontana dall’essere ormai una semplice cerimonia, è oggetto di frenetiche trattative politiche in queste ore a Caracas.

Prevedendo il protrarsi della convalescenza era stata ipotizzata settimane fa dalla cerchia dei fedelissimi del presidente, la possibilità di svolgere la cerimonia di giuramento nell’ambasciata di Caracas all’Avana, che è pur sempre territorio venezuelano. Così si sarebbe spianata la strada alla possibilità che il vicepresidente, nonché erede designato da Chavez stesso, Nicolas Maduro, assumesse la reggenza del Paese per un tempo indefinito svincolandosi dall’obbligo di indire nuove elezioni generali entro i tempi previsti dalla Costituzione. Una forzatura delle norme che sarebbe anche potuta riuscire. Qualcosa però è andato storto. L’ipotesi del giuramento all’Avana è velocemente tramontata, nonostante nessuno si sia ufficialmente opposto.

La partita è grossa: se il presidente non si presenta alla cerimonia, l’opposizione può chiedere che siano celebrate entro trenta giorni nuove elezioni. A perderci in questo caso, più che l’opposizione – la quale difficilmente potrebbe immaginare di recuperare i dieci punti percentuali di scarto con cui ha perso solo due mesi e mezzo fa – sarebbe Diosdado Cabello, potente chavista e rivale di Maduro nella corsa al potere per un’eventuale successione. La sua candidatura sarebbe infatti così scavalcata. E la lotta nel governo per l’eredità politica di Chavez evitata.

Le castagne dal fuoco a Cabello gliele ha tolte, chissà come mai e (semmai) in cambio di cosa, il leader dell’opposizione Henrique Capriles. “E’ necessario essere molto precisi e trasparenti in questi casi – ha detto Capriles – io credo che la persona che non possa prestare giuramento nel giorno stabilito non perda comunque la sua condizione di presidente eletto”. La Costituzione venezuelana contempla il caso di assenza del presidente e differenzia la assenza temporanea dalla assenza assoluta.

L’articolo 233 prevede che, nel caso di assenza assoluta del presidente il vice deve prendere il suo posto. E che, in caso di assenza del presidente eletto nella cerimonia di giuramento, devono essere convocate nuove elezioni entro un mese. In questo periodo governa il presidente del parlamento. Chi è il presidente del parlamento venezuelano? Diosdado Cabello. Se però l’assenza fosse temporanea, spetterebbe al vicepresidente assumere la reggenza per 90 giorni, prorogabili (previo voto parlamentare) per altri 90. In questo caso sarebbe il parlamento a decidere se l’assenza sia ancora da considerarsi temporanea o se vada considerata assoluta.

“Se il presidente della Repubblica non si potesse presentare il 10 di gennaio per giurare davanti al Parlamento la Costituzione decide cosa fare – ha detto Capriles mostrando toni apparentemente conciliatori – si applica il caso di assenza temporanea e dopo, quello che prevede la Costituzione in caso di assenza assoluta”. La mossa di Maduro è sventata e il piatto per Diosdado Cabello è sevito.

Continua intanto la guerra di propaganda sullo stato di salute del presidente. Nicolas Maduro dice che Chavez ha bisogno di riposo, ma che l’operazione è riuscita e i miglioramenti fanno sperar bene. Ha criticato veementemente notizie diffusa dalla stampa d’opposizione secondo le quali invece lo stato di salute del presidente sarebbe gravissimo. La verità sulle condizioni fisiche di Hugo Chavez è il segreto di Stato meglio tenuto in tutta la storia della repubblica venezuelana. Operarsi all’Avana aveva anche questo scopo.