Uno dei fedelissimi di Silvio Berlusconi lascia il Pdl e passa con il Centrodestra Nazionale, formazione politica nata dalla scissione degli ex An. Si tratta di Tommaso Foti, onorevole e coordinatore provinciale del partito a Piacenza, nonché consigliere comunale, che ha scelto per l’annuncio, come ormai spesso accade, lo status di Facebook.  

“Chiudo una storia politica, partecipo alla nuova ed esaltante sfida di Centrodestra Nazionale – si legge –  senza paracadute, senza pretese. Con l’orgoglio di essere un uomo libero. Come sempre. Anzi, un po’ di più.

Poche parole sul noto social network che, nel giro di pochi minuti, hanno lasciato di stucco gli ormai ex compagni. Foti a Piacenza, non solo rivestiva da qualche tempo la carica di coordinatore provinciale ma era riuscito nel tempo ad arginare la deriva del partito.

Alle ultime comunali, con un centrodestra già in grande difficoltà – e con un centrosinistra padrone della città dopo due mandati di Roberto Reggi – il Pdl riuscì comunque a ottenere il 21,91%, dato più alto del Nord Italia. Tommaso Foti fu il più votato della sua lista, con 937 preferenze, mentre il partito a Parma si inabissava al 4,97%, così come a Verona al 5,29%, ad Alessandria si fermava al 14,05% e a Genova non superava il 9,2%. Un risultato importante, che portò Andrea Paparo, candidato alla poltrona di sindaco, al ballottaggio con lo sfidante Paolo Dosi (Pd).

Tommaso Foti, classe 1960 e parlamentare dal 1996, ex Alleanza Nazionale, era stato eletto l’ultima volta nel 2008 nella lista “Il Popolo della Libertà”, che a Piacenza ottenne il 35,5% dei voti. Ora lascia, non solo il Pdl “con l’orgoglio di essere un uomo libero. Come sempre. Anzi, un po’ di più” ma un partito allo sbando e senza guida.

Dopo Foti, il 24 novembre scorso, se ne era andato, sbattendo la porta del Pdl, anche l’ex coordinatore cittadino Filiberto Putzu, creando la lista “Piacenza che verrà” . Che, rispetto al parlamentare, era stato ben più esplicito nelle motivazioni che lo portarono alla fuoriuscita: “Vedo dei vertici dirigenziali ancora zeppi di indagati e inquisiti, di macchiette da avanspettacolo – aveva scritto in una nota – un vero e proprio circo Barnum”.