La discesa in campo del procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, che ha chiesto l’aspettativa per motivi elettorali al Csm non lascia indifferente né centrodestra, né centrosinistra. ”In qualsiasi altro paese del mondo, compreso il Guatemala, una decisione come quella che si appresta a prendere Ingroia, di presentarsi alle prossime elezioni politiche, sarebbe sufficiente per togliere ogni credibilità al magistrato e ogni fiducia nel novello politico” dice l’esponente del Pdl Sandro Bondi. ”Non serviva una sfera magica per capirlo ma credo che ormai da più di un anno abbiamo previsto l’entrata in politica del dottor Ingroia. Un altro duro colpo all’immagine della magistratura che purtroppo mina anche l’autorevolezza dei tanti magistrati che lavorano con serietà” gli fa eco il vicepresidente dei deputati del Pdl, Jole Santelli.

Gioisce invece la sinistra: “Con l’appello ‘Io ci sto’ di Ingroia la costruzione del quarto polo fa un ulteriore passo in avanti e – afferma Paolo Ferrero – sta diventando realtà: si parte! Rifondazione Comunista lavora per aggregare in questo quarto polo tutte le realtà che si sono opposte alle politiche del rigore di questo governo – a partire dalle oltre 10.000 persone che hanno partecipato in questo week end alle assemblee di “Cambiare si può” – e il quarto polo sarà la vera novità delle prossime elezioni. Infatti non si tratta solo di cambiare il presidente ma di cambiare indirizzo politico, uscendo decisamente dalle politiche del rigore che ABC (Alfano, Bersani e Casaini, ndr) hanno appoggiato, aggravando pesantemente la crisi e le diseguaglianze sociali nel nostro paese. Per questo saremo venerdì 21 a Roma al teatro Capranica per l’assemblea ‘Io ci sto'”. 

Anche i Comunisti Italiani si fanno avanti. ”L’appello di Antonio Ingroia, Luigi de Magistris e Leoluca Orlando è molto importante. Va nella direzione della costruzione di una sinistra più larga, aperta ai movimenti e alla società civile: il Pdci è pronto a fare la sua parte, a partire dall’assemblea del 21 dicembre” dice Oliviero Diliberto, segretario nazionale del Pdci.“Il perno di questo progetto sono uguaglianza e legalità, come è evidente dai 10 punti presentati, da tempo le nostre stesse coordinate. Io credo che, a partire da questi temi, un confronto con il Pd e il centro-sinistra non sia solo auspicabile ma sia anche possibile”.