Il fascicolo da parte della procura di Bologna è stato aperto subito e altrettanto rapidamente sono iniziati gli accertamenti da parte della sezione criminalità straniera e prostituzione della squadra mobile di Bologna. Le indagini si riferiscono a quanto raccontato da ilfattoquotidiano.it a proposito del noto commerciante che pubblica annunci. Ufficialmente vuole trovare ragazze che facciano le pulizie a casa sua, ma a chi si presenta vengono poi chieste prestazioni di ben altra natura, a iniziare da massaggi poco ortodossi. Già a poche ore dalla pubblicazione del reportage – per scrivere il quale una cronista del Fatto si è spacciata per una studentessa in cerca di lavoro – gli agenti della questura di Bologna hanno contattato i giornalisti che hanno lavorato al servizio.

Martina Castigliani e Giulia Zaccariello sono state ascoltate per buona parte del pomeriggio negli uffici di piazza Galineo Galilei. Inoltre gli uomini della squadra mobile, guidati da Fabio Morelli, hanno acquisito tutto il materiale audiovideo realizzato nel corso dei due incontri con il commerciante bolognese sessantenne. Si tratta di 18 file della dimensione complessiva di 35 gigabyte, il totale del girato soprattutto con una telecamera nascosta. Inoltre agli agenti è stato fornito anche l’originale del video pubblicato insieme al reportage. Un video in versione non oscurata, dove compaiono dettagli del commerciante che, nella versione online, erano stati nascosti ricorrendo alla sfocatura delle immagini. Tra queste la targa dell’auto dell’uomo, oltre alla voce non alterata in post produzione.

Tutto il materiale confluirà così nel fascicolo d’indagine della magistratura aperto nell’immediato, come ha fatto sapere il procuratore aggiunto Valter Giovannini. Un fascicolo al momento contro ignoti – per quanto è probabile che presto verranno iscritti dei nomi – che ipotizza i reati di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Elementi a loro sostegno sono stati cercati anche nella deposizione di Martina Castigliani, che ha avuto contatti con l’inserzionista. È stata lei, infatti, che ha raccolto per prima la storia di una vera studentessa universitaria in cerca di lavoro. Anche a lei, più che le pulizie nell’appartamento del commerciale e il ferro da stiro passato sulle sue camicie, è stato proposto altro, a iniziare dai massaggi.

Quando la giornalista del Fatto ha risposto a propria volta all’annuncio e ha fornito un numero di telefono attivato per l’occasione, ha sentito grosso modo le stesse affermazioni. I massaggi, quelli che avrebbero potuto rimanere più o meno innocenti ma che potevano spingersi fino a frangenti più hard se si fosse voluto guadagnare di più, avvenivano a casa dell’uomo. Per questi, aveva dedicato una stanza della sua abitazione, fornita di lettino ad hoc, specchi e luci rosse appese al soffitto. Alla cronista, nel corso del primo incontro si è presentata come iscritta all’università e con gravi problemi economici provenendo da una famiglia di disoccupati, l’attempato commerciante ha detto: “Ho capito, tu sei in una brutta situazione e io ti posso aiutare. Fino a poco tempo fa vivevo con una ragazza ucraina che faceva i massaggi ai miei amici. Adesso è tornata nel suo Paese. Lei era contenta perché da me guadagnava bene”.

E ancora, alla richiesta di ulteriori spiegazioni: “Te l’ho detto. Fai i massaggi, ma con i clienti non ci devi andare a letto per forza. Quaranta minuti e prendi fino a 100 euro, poi dipende da te. A seconda di cosa sei disposta a fare poi ti pagano loro”. Ora alla verifica degli investigatori ci saranno anche le identità dei clienti in cerca di massaggi, dato che l’uomo ha detto di poter contare su un giro di professionisti, tra cui medici e fotografi. E dalle telefonate ricevute mentre era con la giornalista-esca, potrebbe emergere un quadro più ampio. Sempre nel corso di conversazioni avvenute attraverso il suo cellulare, ha detto al suo anonimo interlocutore: “È andata bene ieri sera con le ragazze? Le avete trattate bene, vero? Non da puttane?” E poi ancora: “Sì, ci vediamo sabato con l’altra”.

Infine, quando la giornalista, al secondo appuntamento, non ha accettato di andare a casa del commerciante lasciandogli capire che non avrebbe accettato il “lavoro”, l’uomo, innervosito, l’ha apostrofata con un “non capisci che ti stai facendo scappare un’occasione d’oro. Vedi, io sono contento così: faccio un favore a te e ai miei amici. Se accetti, poi, sei tranquilla per sempre. Visite mediche, spese, qualunque cosa. Ci pensiamo noi. Il tuo ragazzo, che non ti lascia fare queste cose, può garantirti 1000 euro al mese con poche ore di lavoro?”