Va bè dai, adesso basta. Ha vinto Bersani, accettatelo con un colpo solo, lì, nella giugulare e come delle pecorelle tornate nella Parrocchia Democratica e fate finta di volervi bene, tanto la gente coi maroni girati che deve andare a lavorare incazzata che l’8 dicembre cadrà di sabato, lunedì pomeriggio si sarà già dimenticata dell’evento modesto che ha tenuto banco per troppo tempo e che, tra una cosa e l’altra, ha raccattato qualche telespettatore in più.

Da martedì si ricomincia a odiare Berlusconi, che con la sua testina incatramata tornerà a difendere i propri interessi e creerà un Forza Italia “nuovissimo” con gente vecchia per combattere con le stesse armi (senza l’autofinanziamento e la circonvenzione di incapace delle primarie) il Pd e anche lì tutte le pecorelle con giacca, tailleur e pompino facile sia in input che in output torneranno all’ovile a insalivare il premier che tornerà più incarognito e incartapecorito che mai al grido di “Faremo cadere Monti”, “Toglieremo l’Imu”, “Meno tasse per tutti”, “Meno agricoltura, più banda larga e fagioli gratis per chi dichiara meno di 8000 euro di reddito lordo l’anno”, ma anche “Asili nido aperti 24 ore su 24 che dovete andare a lavorare”, “Via dall’Afghanistan e tutti in Iran… mica in vacanza eh?”.

Uuuuuu che paura, e che rabbia sgorgherà tra i nerd del M5S e si tornerà a far sentire anche di Di Pietro che tornerà a far la pace con gli anonimi che lo appoggiano da sempre. “Tutti al ristorante a mangiare anatra in salsa d’agrumi, pollo ai peperoni e cinghiale in salmì a spese dei contribuenti” griderà il Tonino nazionale su un predellino acquistato all’Ikea a spese dei contribuenti. Tutte le pecore verranno rimesse al loro posto nel recinto della modestia, le pecore nere mandate via a creare altri ovili o le più sfortunate a lavorare.

“Oh, ci avevamo provato a non lavorare, ma lì son troppo organizzati” diranno i ribelli e le ribelli, sia brutti/e che belli. I più sconfitti andranno a lavorare all’estero, gli altri torneranno a vivere con i genitori anziani. In questo clima generale, nel parlamento europeo, ancora ebbri dalla maggnata a spese dei contribuenti, dopo l’ennesima settimana decisiva per l’Europa, l’Euro, la Grecia e il cartongesso, qualche ministro finlandese, dopo aver detto una barzelletta che iniziava con “C’è un Italiano, uno Spagnolo e un Greco che vanno in banca…” accenderà il microfono “Uno, due, tre, prrova…tza, tza…” .
“Si, si sente” dirà il solito ciccione biondo, quello là in fondo con l’aipad che guarda iuporn e scommette on lain su fatbetpeople.scorg. “Yes, it’s ok. You can talk” dirà la segretaria plurilaureata con un master in “Lingua dei suini europei” e “Autopsia della brutta gente nel mondo, ma soprattutto in certi paesi d’Europa”“Ok… grazie Lorna. Allora volevo dire, ma là in Italia che cazzo stan faccendo?” colpo di tosse. “What’s happening in Italy” tradurrà Lorna, il colpo di tosse no però.

Ci sarà un gran silenzio. Poi a un certo punto arriverà un tipo cattivissimo che in tedesco dirà che non si può andare avanti così, che lo spred è troppo alto, che le banche devono darsi una mossa e concedere mutui a chi non se li può permettere, che la gente deve comprare oggetti anche se non ne hanno bisogno, che in Toscana ha speso un casino ha mangiato male e lo han trattato a squali in faccia, che bisogna recuperare i soldi che le famiglie tengono sotto i materassi di una nota azienda di Budrio, far lavorare i vecchi fino a 80 anni, dare incentivi ai giovani che accompagnino i vecchi al lavoro, costruire nuovi colsenter, far ammalare degli operai che tanto si produce in Cina e altre robe.

A quel punto partirà un coro spontaneo “Mario, mario, mario, mario…” e tutti a battere i pugni sul tavolo “Mario, mario, mario, mario…” e Mario Monti dirà. “Va bene, torno io. Tanto non avevo un cazzo da fare. A casa senza lavorare mi annoio”. Proprio così dirà “…un cazzo da fare”. Tre minuti d’applausi. Tutti d’accordo. Firma di qua, firma di là, magnata a spese dei contribuenti nel miglior ristorante di Bruxelles e nella consapevolezza che sarà meglio così, gli italiani saranno felici di fare i sacrifici e lo spred arriverà a 90.